Cosa sono i soldi quando in cambio ti danno Zapping, il nuovo disco degli Inventionis Mater?

Zapping! will be an album dedicated to the large Frank’s Wonderful World mixed up with other composers who inspired him: from Stravinsky to Edgar Varese to themes often quoted by Frank.

È ben chiaro a tutti voi lettori di questo bloggetto che sono un grande ammiratore di Pierpaolo Romani (che è il clarinettista) e Andrea Pennati (che è il chitarrista) degli Inventionis Mater, un duo di giovani talentuosi musicisti fiorentini che hanno come mission la rivisitazione in chiave classica della musica di Frank Zappa.

Ho contribuito con estrema soddisfazione auricolare attraverso modeste somme – insieme a numerosi altri fan sparsi per il mondo – alla produzione dei primi due CD, che custodisco gelosamente vicino ai dischi in vinile del vecchio Frank, e ora che Pierpaolo mi scrive che il concept del terzo album è pronto, è giunto il tempo di tornare su Indiegogo per partecipare alla raccolta fondi per la sua registrazione.

Grazie a un contributo che sceglierete, – può anche essere direttamente il pre-order del CD – permetterete a questi due eccellenti musicisti italiani di essere produttivamente e, soprattutto, artisticamente Absolutely Free.

Sono convinto che tutto ciò sarebbe piaciuto e avrebbe divertito molto Frank Zappa.

InventionisMater_zapping

 

Qui trovate l’evento su Facebook mentre, cliccando sull’immagine, potrete andare direttamente su Indiegogo.

Ecco, se ancora non li conosceste, solo un piccolo assaggio (sul loro canale you tube ne trovate molti altri).

Buona ascolto e  su su, partecipate alla realizzazione di Zapping ché qui non vediamo l’ora di ascoltare i nuovi arrangiamenti!

Le sigle dei family drama nell’epoca del Cosmik Debris

Ma io risposi: “Guarda qui, fratello, Chi prendi in giro con questo rottame cosmico? Chi prendi in giro con questo rottame cosmico? Guarda qui, fratello, non sprecare il tuo tempo con me”

(Frank Zappa, Cosmik Debris, 1974)

Due recenti serie TV viste su Netflix (e prodotte da), diversissime per stili, intenti, formato e linguaggi mi hanno colpito per le analoghe premesse che vengono presentate nelle loro splendide sigle.

F is for family

F is for Family, è un comedy/drama adulto per adulti realizzato in versione animata (Netflix ne produce di splendidi, vedi ad es. anche BoJack Horseman) e narra la vita-e-vicissitudini di un capofamiglia americano degli anni ’70: cronicamente insoddisfatto del lavoro, spaccone, invidioso del vicino, permaloso, misantropo, retrogrado, con figlio adolescente e altri due figli con cui comunica a stento, moglie perfetta casalinga cronicamente insoddisfatta del proprio ruolo, ecc. ecc.

Naturalmente il tutto in un tono cinico e dissacrante come piace a chi è stato allevato con il linguaggio dei vari Simpson, Griffin, Daria, American Dad e via di seguito.

“F” naturalmente sta non per “Family” ma per “Fu%X”, ma quando il nostro protagonista, ormai stempiato, con occhiali, pancia e birra di ordinanza lo scopre e si schianta sulla poltrona davanti alla TV che gli terrà compagnia per il resto della vita ormai è troppo tardi (o no?)

Nella sigla viene raccontata in maniera divertente la back story del nostro protagonista attraverso i vari “colpi di scena” della vita, che sono veri e propri scontri che il suo corpo subisce e che, più o meno, tenta di assimilare: la chiamata alle armi, il primo figlio, il matrimonio e una serie innumerevole, infinita, di oggetti, rottami e spazzatura varia che gli impedisce di volare libero finché la grande “F” di cui sopra lo investe in pieno e così lui precipita nella sua vita e noi nella puntata.

Cambiamo genere e passiamo a Doctor Foster, elegante family drama della BBC, con protagonista una Dottoressa in carriera che entra in crisi dopo aver trovato un piccolo indizio di un presunto tradimento del marito. Basta questo a “mandare in pezzi” la sua vita perfetta e a credersi al centro una cospirazione che riguarda tutta la comunità? Sembrerebbe di sì.

In questo caso la sigla mostra la back story della coppia con elementi fluttuanti e sommersi che cercano di “emergere”. Ogni oggetto, anche qui, rappresenta un momento topico dell’esistenza: status, salute, lavoro, la bellezza, il vizio, la fede, il tempo, il sesso fino a giungere alla morte (le forbici).

Insomma, la somma di molteplici elementi che spingono per “uscire fuori” – sembrerebbe suggerire la sigla – costituisce l’armonia di una famiglia finché vengono tenuti insieme in quell’ambiente aminiotico comune e condiviso che forse è lo stesso che i poeti chiamano amore e gli umani matrimonio (o unione, o insomma, Quando-Due-Persone-Scelgono-Di-Creare-Una-Famiglia). Ma la lotta all’entropia è sempre impari, e quando tutti gli elementi iniziano a uscire fuori dal liquido assumono una nuova forma e, forse, nuove direzioni, che comunque scopriremo vedendo la puntata.

In questo modo domande profonde echeggiano nella mente dello spettatore sin dalla sigla.

Però perché alla fine una canzone di Zappa?

Per un’associazione di immagini pavloniana che ho avuto la prima volta che ho visto la sigla di F is for Family. Quando il protagonista si trova sommerso di oggetti volanti che rappresentano tutte le cose “gravi” che a breve lo tireranno giù, ho pensato ai “rottami cosmici”, (alla “monnezza cosmica”, Cosmik Debris, appunto)* di cui parla Zappa nella canzone.

Disse che per il costo del servizio nominale avrei potuto raggiungere il Nirvana stanotte.

Se ero pronto, desideroso e in grado di pagargli la regolare parcella.

Ma io risposi: “Guarda qui, fratello, Chi prendi in giro con questo rottame cosmico?

Chi prendi in giro con questo rottame cosmico? Guarda qui, fratello, non sprecare il tuo tempo con me”

(Frank Zappa, Cosmik Debris, 1974)

 

* Il termine “Cosmik Debris / Rottami Cosmici / Monnezza Cosmica” viene da Michele Pizzi, Frank Zappa For President, Arcana

Di quanto voglio bene agli Inventionis Mater (e a quello che rappresentano)

 Il nome di questa canzone è King Kong. È la storia di un gorilla molto grande che viveva nella giungla: stava bene finché alcuni americani arrivarono e pensarono di portarlo a casa loro. Lo portarono negli Stati Uniti e fecero dei soldi sfruttando il gorilla. Poi lo uccisero.

(Frank Zappa, Live Intro Plus King kong From Lumpy-Money Sessions)

 

Datemi due minuti e vi di dirò perché dovete comprare (è un suggerimento, per carità, anche se uso l’imperativo) Kong’s Revenge degli Inventionis Mater, che poi è il loro secondo disco zappiano ma prima, per chi non avesse letto nessuno dei miei post precedenti su di loro (tipo qui o qui ma anche qui) vi dico:

CHI SONO GLI INVENTIONIS MATER

Un duo di musicisti italiani (fiorentini) che hanno deciso di riscrivere e risuonare pezzi di Frank Zappa in “chiave classica” (che poi non vuol dire molto, lo so) con chitarra e clarinetto.

Kong's Revenge, Inventionis Mater, PIerpaolo Romani, Andrea Pennati. Frank Zappa

Ma, direte voi, Zappatisti della prima ora: come si può solo immaginare di riprodurre la complessità delle sovraincisioni, delle improvvisazioni, degli “scherzi” del vecchio Frank in “chiave classica” (qualunque cosa voglia dire)?

Ecco, esattamente così:

httpv://youtu.be/DgPyHvGPGyY

La ricchezza degli Inventionis Mater, il loro “valore aggiunto” come si direbbe se parlassimo “solo” di marketing del prodotto, è nell’adattamento delle complesse melodie zappiane e nella loro riproposizione a un nuovo pubblico che potrebbe anche (Scandalo!) non conoscere perfettamente le composizioni originali, se così si può dire.

Zappa non viene coverizzato insomma, ma “tradotto”.

Con Kong’s Revenge, poi, i due musicisti fanno, almeno secondo chi scrive, un ulteriore balzo in avanti.

Zappa/Kong: attenti al gorilla!

Il tutto parte dalla suite King Kong contenuta in Uncle Meat (1969) un lungo pezzo di free jazz ricco di improvvisazioni di tutti i componenti delle Mothers Of Invention che si sarebbero sciolte di lì a poco.

Ma chi è, invece, il King Kong dell’album degli Inventionis Mater?

Ma Zappa stesso, s’intende (Zappa come King Kong?!? Sì, certo…). Per diversi motivi:

  • Zappa come la bestia gigante, selvaggia e anarchica da affrontare, addomesticare, “ridurre” e portare a nuovi pubblici,
  • Zappa come King Kong troppo stretto e a disagio in qualsiasi cornice di genere lo si inserisca,
  • Zappa che, come King Kong, alla fine rompe sempre le catene e si libera lasciando il pubblico stupito e sbigottito.

Zappa, si diceva, viene preso, spogliato e “riassunto” e proprio questo fa aumentare le sue dimensioni (Kong’s Dimension) in maniera spropositata, bestiale, mostruosa.

In Kong’s Revenge viene applicata quella analoga tecnica del “montaggio” (simile in tutto e per tutto al montaggio cinematografico –> Zappa come Ejzenstejn?!? Certo, perché no) con cui il musicista componeva assemblando strumenti, voci, suoni e ambienti diversi nel tempo e nello spazio.

Insomma, se nel primo disco (Does Humor Belong in Classical Music?) i due italiani (ma quanto mi piace scrivere che questi due musicisti sono italiani?) erano più “Mothers”, in questo secondo disco hanno aperto lo scrigno delle loro “Inventionis”:

prendono e mischiano pezzi, smontano e rimontano, citano, insomma: si divertono un sacco. E per capirlo basta ascoltare Catholic Girls o Rhyminh Man.

E in questo si rifanno alla divertita visionarietà ante litteram di Zappa in grado sempre, decennio dopo decennio, di ironizzare cinicamente sul presente come un Groucho Marx (Zappa come Groucho Marx?!? Ma certo…) e anticipare il futuro come un Precog di P.K. Dick (Zappa come un personaggio di Philip K Dick?!? Ma ovvio…).

Ensemble Mothers Inventionis

Quando Zappa, poco prima di morire, diresse l’Ensemble Modern, uno dei pezzi che più di tutti emozionò (al di là del titolo, of course) fu G-Spot Tornado.

In Jazz from Hell (1986) questo pezzo era stato composto e suonato su un synclavier, al computer insomma (ascoltare) e una idea fissa di Zappa durante tutta la sua prolifica carriera fu sempre quella di trovare musicisti-in-carne-e-ossa in grado di eseguire questi pezzi.

Ecco, quando l’orchestra sinfonica tedesca suonò G-Spot Tornado, e non sto qui ad annoiarvi sulla complessità dell’esecuzione, fu una grandissima emozione. Potete divertitivi a seguite la frase musicale che rimbalza come una pallina da uno strumento all’altro (ascoltare per credere, NB. il pezzo dura solo i primi 3 min, più o meno, il resto sono applausi…).

Alla fine del concerto, il vecchio Frank, malato, stanco ma sorridente, annuisce agli applausi.

Al termine del primo ascolto di Kong’s Revenge si ha la stessa consapevolezza sorniona e ci si ritrova in piena notte ad annuire sorridendo.

***

Nel mio piccolo sono orgoglioso di aver preso parte al crowfounding e aver contribuito da fan, insieme ad altri Zappatisti, alla realizzazione di questo bel disco e pertanto lo promuovo con piacere.

Andrea e Pierpaolo (gli Inventionis, insomma) mi dicono che scrivendo a loro una mail qui inventionismater@gmail.com vi spediscono il CD con tanto di autografo, altrimenti potete sempre comprare CD o mp3 su CD BabyAmazon.

Altrimenti qui e ora, potete trovarli su Spotify.

Ulteriori info e aggiornamenti sui concerti sul Facebook degli Inventionis Mater.

Arf Arf!