Ti complicherà la vita

CI SI INNAMORA DI CHI CI S’INNAMORA, OVVERO: LA MARMELLATA E LA NUTELLA, OVVERO: SULL’USO SAPIENTE NONCHÉ BRILLANTE DI ALLEGORIE PER SMONTARE CLICHÉ, MIGLIORARE IL MONDO E VIVERE FELICI

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Qualche settimana fa l’attore (e autore) Carlo Gabardini, ha scritto a Repubblica una lettera stupenda nella quale si rivolgeva a un adolescente “gay, o bisex, o indeciso o boh”.

Ho ancora l’incipit ben impresso in mente

CARO ragazzo gay, o bisex, o indeciso o boh, la vita è durissima, spesso è uno schifo, ma la propria identità sessuale non può mai essere un motivo per deprimersi, farsi del male, uccidersi. Scusami se ti scrivo, ma io ho bisogno di dirti una cosa: essere gay è bellissimo. Non è una colpa, non è un atteggiamento che uno sceglie, è normale tanto quanto non esserlo.

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Gabardini, scosso come tutti dal tragico suicidio del ragazzo romano, raccontava nella lettera, con umorismo e sincerità ma, soprattutto, con molta, molta, molta pazienza, quanto non dovrebbe essere, oggi, nel 2013, qui-e-ora, una notizia (né tantomeno una “questione”, né tantomeno un “problema” figuriamoci…) la definizione dell’orientamento sessuale di una persona.

Ecco, ho in mente diverse professoresse del liceo che sicuramente avrebbero ritagliato l’articolo (allora non c’era internet) e l’avrebbero letto in classe invitandoci a discutere e approfondire la cosa. Grazie scuola pubblica.

Quando sento qualcuno farneticare dicendo che l’omosessualità è una malattia, la mia prima reazione non è mai violenta o depressiva, piuttosto è la stessa identica che avrei se sentissi qualcuno dire «l’obesità è infettiva» o «masturbarsi rende ciechi»: mi vien da ridere, mi fa pena chi dice queste cose, giuro, mi chiedo dove abbia studiato, mi interrogo se posso aiutarlo in qualche modo e di solito gli sorrido come a un povero scemo, poi se mi va cerco pure di spiegargli che sta dicendo delle stronzate piuttosto umilianti, ma intendo umilianti per lui.

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Insomma, questo lungo prologo per dire quanto mi abbia colpito il video che ieri Gabardini ha messo su youtube e a cui auguro milioni di visite.

(tra parentesi: se ancora non lo seguite su Twitter, è arrivato il momento)

Cosa racconta? Anzi: cosa non-racconta il video “Ci si innamora di chi si s’innamora?”

Non parla di omosessualità, direttamente, e non parla dell’essere-gay, direttamente.

Parla invece di marmellata e di Nutella

E utilizzando in maniera brillante questa allegoria porta alle estreme conseguenze cliché e luoghi comuni sull’argomento smontandoli e dimostrandone – se ve ne fosse ancora bisogno, oggi, nel 2013, qui-e-ora, la completa assurdità, ipocrisia e infondatezza e superando al tempo stesso le stanche “etichette” e definizioni identitarie.

Ok, la smetto, perché il video è decisamente più divertente di quanto ho scritto:

Solo due considerazioni in calce

Tu, gentile Responsabile dell’Ufficio Marketing di NUTELLA® Ferrero, cosa aspetti a contattare Gabardini e a fargli i complimenti per questo splendido nonché inaspettato regalo fatto al tuo prodotto? O quantomeno a ringraziarlo per il trending topic #nutellapride?

Tempo fa leggevo un libro sugli Smiths. C’era un’intervista di Morrisey dei primi anni ’80. Il giornalista chiedeva delucidazioni sul suo orientamento sessuale e su alcuni riferimenti, più o meno espliciti, presenti nelle canzoni e Morrisey rispose una cosa tipo:

“mi sento più un profeta del quarto sesso”.

Ecco, credo che Gabardini abbia esplicitato esattamente questa cosa. Solo in maniera molto più divertente.

Spero di avere di nuovo la fortuna di incontrarlo, Carlo Gabardini, magari quando ci sarà questa festa pazzesca durante la quale, ci si divertirà un mondo a ricordare quegli anni scemi in cui si perdeva un sacco di tempo a parlare di cosa mangiavamo a colazione.

Qui l'autore

diego altobelli

Ossessionato dai dualismi anima e corpo, reale e virtuale, ragione e volontà, obladì obladà. Quando non è distratto dalla vita aggiorna questo blog. Ogni tanto scrive sceneggiature e racconti.

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