Ti complicherà la vita

BREVI INTERVISTE SU UOMINI VIRTUOSI: QUALCHE DOMANDA A D.T. MAX SU DAVID FOSTER WALLACE

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Ed è anche vero che gli italiani hanno reagito al lavoro di DFW molto prima che nel resto d’Europa… (D.T. Max)

In occasione dell’uscita italiana della biografia di David Foster Wallace Ogni storia d’amore è una storia di fantasmi (Einaudi) gli amici dell’Archivio DFW Italia hanno raccolto qualche domanda sul Nostro e l’hanno sottoposta all’autore D.T. Max, che si è dimostrato molto disponibile verso gli howling fantods italici.

Più cose ho imparato sulla vita di David maggiore è il rispetto che nutro nei suoi confronti come scrittore, ancora più estasiato e innamorato.

Mi sono spesso meravigliato della maniera formidabile in cui riusciva a trasformare in fiction le cose che vedeva attorno a sé.

Dico sempre che una biografia riesce a dirti tutto quello che vuoi sapere tranne l’unica cosa che davvero vuoi sapere: in cosa consista il genio.

Di fronte a questo, come forse Freud potrebbe aver detto, il biografo deve arrendersi.

Sul sito dell’Archivio DFW trovate l’intervista integrale tradotta in italiano con le domande e le risposte. Sul sito ufficiale degli Howling Fantods, invece, la versione originale.

Le risposte segnalate in questo post vengono proposte utilizzando lo stile adottato dal Nostro in Brevi interviste con uomini schifosi basato sull’omissione delle domande. Una tecnica narrativa che lascia al lettore il compito (e il gusto) di ricostruire il senso dell’intervista e della trama stessa del racconto.

Se era affascinato dall’Italia? Mi sembra ci sia qualcosa in particolare ma non sono sicuro di cosa sia. Ed è anche vero che gli italiani hanno reagito al lavoro di DFW molto prima che nel resto d’Europa.

Per quanto riguarda i cognomi italiani presenti nei testi di Wallace, forse è un modo di dare un effetto comico – in inglese i nomi lunghi vengono percepiti come entusiastici, ampollosi, caotici.

Una piccolissima fazione dell’Archivio DFW – di cui il sottoscritto faceva parte – era a favore della pubblicazione di tutta l’intervista a là Brevi interviste ma poi si è optato per una più classica (e – va ammesso – comprensibile) esposizione del tipo Domanda-Risposta.

Grazie all’editor del New Yorker D.T. Max

e grazie, ovviamente, ad Andrea e Roberto senza il cui fondamentale apporto teorico e pratico, tutto il progetto “Archivio DFW Italia” non sarebbe lo splendido luogo che è.

Credo sia meglio iniziare con Una Cosa Divertente […] Il tono speciale di DFW è già presente, ma il libro è sicuramente più facile da leggere rispetto alla narrativa.

Buona lettura!

Qui l'autore

diego altobelli

Ossessionato dai dualismi anima e corpo, reale e virtuale, ragione e volontà, obladì obladà. Quando non è distratto dalla vita aggiorna questo blog. Ogni tanto scrive sceneggiature e racconti.

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