Ti complicherà la vita

SULLA PENETRAZIONE DI WALLACE E DAVE EGGERS NELL’IMMAGINARIO POST LICEALE ROMANO E SULLA STRUGGENTE COMPLESSITÀ DELLE PRIME CANZONI DE I CANI

S

Andrò a New York a lavorare da American Apparel.

Io ti assicuro che lo faccio, o se non altro vado al parco e leggo David Foster Wallace.

Non so quanto voi eravate snob e adolescenti quando uscì il Dizionario Sussidiario illustrato della giovinezza dei Baustelle ma quando, qualche giorno fa, ho ascoltato per la prima volta pezzi dell’album d’esordio de I Cani («grazie Michi!») ho provato quasi esattamente lo stesso miscuglio di sensazioni.

Che poi se avete fatto il liceo in città (o in provincia) non c’è bisogno di spiegare proprio niente. Vi viene solo voglia di chiamare gli ex compagni di classe e farvi passare a prendere in motorino.

Ma

al di là dell’empatia e delle deliziose scelte musicali che “sintetizzano” quel che resta della fine degli anni ’90, ci sarebbe tutto il discorso sulle citazioni e la qualità dei testi delle canzoni.

Il disco, che non so mica se è già uscito o no, sin dal titolo, è una continua strizzatina d’occhio:

Il sorprendente album d’esordio de i Cani

(sì, esatto, abbiamo letto tutti Eggers, infatti)

Insomma

se siete degli snob non più adolescenti attenti al panorama musicale italico e, per dire, pensate che i Baustelle ormai sono troppo mainstream e, sempre così per dire, vi piacerebbe pure il tizio delle Luci della centrale elettrica se solo non urlasse tutte quelle fesserie postindustriali, questo è il vostro gruppo del momento.

Almeno fino a quando I Cani non diventeranno famosi come gli altri romani dalla strofa liceale complessa (segui la linea Silvestri –> Gazzè) e non pubblicheranno il loro secondo album (strofa liceale semplice –> Venditti, of course). Ecco, a quel punto, potrete inarcare il sopracciglio e liquidare il tutto con un

«…mmm, sì, carino, per carità, ma il primo era meglio… Ah, il primo sì che era l’opera struggente di un formidabile genio…»

E a supporto della tesi potreste citare uno di questi incipit a memoria sottolineando che voi però i pariolini con quei ridicoli scooter monocromatici e i barbour puzzolenti non li avete mai sopportati. Figuriamoci.

Vorrei vivere in un film di Wes Anderson, vederti in rallenty quando scendi dal tram treno… (Wes Anderson)

I pariolini di 18 anni comprano e vendono cocaina… (I pariolini di 18 anni)

I nati nell’ottantanove hanno reflex digitali e mettono su flickr belle foto in bianco e nero… (Velleità) 

Se interessa, questa è la pagina FB dell’album (propongo premio per la scelta dell’aggettivo “sorprendente”…)

Qui l'autore

diego altobelli

Ossessionato dai dualismi anima e corpo, reale e virtuale, ragione e volontà, obladì obladà. Quando non è distratto dalla vita aggiorna questo blog. Ogni tanto scrive sceneggiature e racconti.

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