Sei su Revolutionine, il blog personale di Diego Altobelli. Qui si parla di scrittura (più o meno) creativa, di letteratura, sceneggiatura e copywriting, ma anche di film, dischi, giochi, nomi, cose, città, animali, lettere e testamenti. Segui i link per sapere chi sono, da dove vengo, cosa faccio, dove vado e cosa dice la gente. Se volevi solo sapere perché il blog si chiama così: Revolution9.
Divenni loro fan anni fa dopo aver ascoltato/visto Neon Bible.
Qualche tempo dopo conquistarono il mio cuore con questa cover di Guns of Brixton dei Clash.
Ora, gli Arcade Fire hanno tirato fuori The Widerness Downtown in occasione dell’uscita del loro ultimo album e non c’è via di scampo: sarà necessario parlare nuovamente bene delle loro idee video-musicali.
Perché The Widerness Downtown è uno di quei video che segnerà una svolta sia a livello produttivo che “ricettivo”.
E se qualcuno vi dirà «è solo un video in html5 realizzato con Google Street View» non credetegli perché è molto, ma molto di più e ha a che fare con la nostalgia del passato, con le corse, con i cieli pieni di uccelli, con i tramonti, con le strade e i percorsi della vostra infanzia che conoscete a memoria.
Mettetevi comodi, digitate la strada che più rappresenta il vostro tempo perduto e non toccate più niente. Almeno finché non vi verrà chiesto di interagire.
Parlavo con S.P., che ha appena pubblicato insieme ad altri amici una specie di guida turistica, del fatto che Nick Hornby abbia scritto i testi delle canzoni dell’ultimo disco di Ben Folds e di quanto, sicuramente, le ascolteremo con tutte le precauzioni del caso. Questioni di alta fedeltà.
Ma ciò che volevo raccontarvi non era questo.
A un certo punto S.P. mi dice:
Ah, dimenticavo, senti questa: un tipo mi chiama e mi fa:
«Buongiorno, parlo con S.P. di nome-della-guida-appena-pubblicata?»
e io: «Sì.»
«Bene, anche io mio chiamo S.P.»
«Ah. Incredibile! Mi dica.»
e lui: «Vorrei sapere chi l’ha autorizzata a mettere il mio nome sulla guida.»
Dopo aver smesso di ridere ho pensato che poteva essere un ottimo incipit per una storia.
Avete presente tesoro mi si sono ristretti i ragazzi con Rick Moranis? Sì, lo scienziato basso, imbranato e con gli occhialoni.
E tesoro mi si è allargato il ragazzino e tesoro ci siamo ristretti anche noi?
Ecco, ho visto il film che ha dato origine a tutto questo.
Si chiama Radiazione BX -- distruzione uomo ma il titolo vero è The Incredible Shrinking Man e il tutto viene da Tre millimetri al giorno, un romanzo di fantascienza di Richard Matheson (che ha anche curato la sceneggiatura del film).
Ora, qualcuno dirà «ma figurati… e allora Alice? e Gulliver? e Gargantuà e Pantagruele? e Gilgamesh?»
Tutt’altra storia.
Perché in Radiazione BX vengono presentati quei topoi narrativi che tanto ci piacevano mentre vedevamo i vari tesoro mi si sono ristretti [inserisciparola] che, va detto, restano ovviamente dei capolavori assoluti.
Tipo?
l’uomo che rimpicciolisce e non sta più “nei propri panni” con tutto ciò che ne comporta: perdita del lavoro, delle relazioni sociali, della fiducia in se stesso…
la casa come giungla piena di pericoli
la lotta con il gatto (altro che animale domestico)
la lotta per la sopravvivenza con il ragno
aperta parentesi: il regista, Jack Arnold, è quello di Tarantula, chiusa parentesi.
a un certo punto il protagonista vive anche nella casa delle bambole della moglie. E qui le metafore si sprecano. Le allusioni no. Siamo nel ‘57.
l’uso di oggetti apparentemente insignificanti come “aiutanti magici” (non immaginate che cosa combina il nostro con ago e filo e un paio di forbici…)
il giardino come foresta inesplorata…
e poi
la deformità come fenomeno da baraccone. La presenza fastidiosa dei media. Non solo giornali-radio-tv ma anche editoria tradizionale: vogliono che scriva le sue memorie (che poi è il film con voice off)
affinità e divergenze con i propri simili “deformi”. L’amicizia con la nana del circo (niente paura non siamo in territorio Tod Browning)
Ma, soprattutto
l’infinitamente grande e l’infinitamente piccolo che coincidono.
Perché è inutile, siamo sempre lì alla ricerca della risposta alla domanda fondamentale del ‘900: teoria della relatività o teoria dei quanti? o entrambe?
E, visto che fin’ora la tesi che prevale è, suppergiù: “mah…” direi che il dibattito resta aperto.
Due motivi per amare Radiazione BX:
il fatto che tutti i topoi appena descritti non sono affatto divertenti. o spassosi. lui non è né un superuomo né tarzan. e ha paura. tanta. e per questo ci piace.
il finale poco consolatorio sull’infinito di cui si discuteva poco fa, con inquadrature a stelle e a granelli di sabbia e il monologo con cui il nostro ci saluta che un po’ fa pensare a bladerunner (vabbè sarebbe il contrario ma ci siamo capiti)
Le pubblicità che amo di più sono quelle che raccontano storie.
«Ma tutte le pubblicità raccontano storie!»
Vero, ma alcune lo fanno meglio di altre e in maniera molto più divertente, “giocando” con chi poi le guarderà e sfruttando il linguaggio della serialità e utilizzando strutture narrative più affascinanti di payoff-e-bodycopy.
Come ad esempio le “search stories” che racconta Google nei suoi ultimi spot, vere e proprie trame-da-film.
La mia preferita, fin’ora, è quella sui pantaloncini da corsa: