Ti complicherà la vita

TACCUINO POETICO DELLA FINE (CI SONO VOLTE IN CUI NON ACCADE NIENTE, ALTRE IN CUI ACCADE TUTTO)

T

Lei nel profondo del mare scuro del sonno allunga rapida la mano e lo afferra per il polpaccio.

(Le pinne e il polpaccio, in Taccuino poetico della fine)

Sembrerà strano, ma una delle storie più interessanti ed emotivamente coinvolgenti che ho letto negli ultimi tempi proveniva dal profilo Facebook di una carissima amica nonché insegnante, nonché Deus ex machina (ma nel senso corretto del termine, quello dalla tragedia greca) nonché – e non solo per me – mentore tout court.

Poche settimane fa Chicca P. ha pubblicato, a intervalli regolari, sulla sua pagina Facebook una novel a puntate che solo con una riduzione semplicistica si potrebbe definire “una storia d’amore”.

Taccuino poetico della fine: la novel social

I capitoli della novel, anticipati da messaggi e indizi in veri e propri trailer durante la giornata, venivano pubblicati sempre a un’ora prestabilita così da creare in tutti gli amici/lettori attesa per la puntata del giorno.

Facebook: la cornice

La scelta della “cornice” di pubblicazione è originale e innovativa, soprattutto nell’uso di quegli elementi di georefenziazione e taggatura che offre il social network.

Geolocalizzazione –> delocalizzazione

Rispetto al tema della puntata, questi topoi di facebook assumevano valori differenti e coerenti con la narrazione (vedi esempio sottostante, con la storia inviata da un “Polo Nord dell’anima” che coincide solo incidentalmente con la località geografica del mondo tridimensionale).

Nella mente del lettore si creano, così, interferenze e piccoli cortocircuiti mentre, letteralmente (in)segue la protagonista nella sua delocalizzazione.

Commenti e confini narrativi

La novel, poi, proseguiva sempre nei commenti grazie agli interventi, alle segnalazioni, ai link dei lettori che andavano ad arricchire il testo.

Visto che ho trovato tutta l’operazione incredibilmente interessante, attuale e innovativa per l’utilizzo di stili e media differenti,

la prova – semmai ve ne sia bisogno – che la letteratura ha ancora molto da dire in questo presente iperfluido, sincretico e confusionario,

ho chiesto il permesso a Chicca P. di poterne pubblicare qui un pezzetto.

Le pinne e il polpaccio

E’, questo, un capitolo che ha un climax ben costruito su attese nervose: iperattività mentale e silenzio, paure inconsce e sonno profondo, sogni e realtà.

E con un tocco finale carveriano che è un pugno diretto allo stomaco, ben assestato e senza scampo.

Spero che un giorno, l’autrice decida di rendere tutta la novel di dominio pubblico, nel frattempo:

buona lettura

Taccuino poetico della fine Parte 3

L’illustrazione, presente nel post originale, è di Sgzz Zagoskin

Grazie Chicca!

Qui l'autore

diego altobelli

Ossessionato dai dualismi anima e corpo, reale e virtuale, ragione e volontà, obladì obladà. Quando non è distratto dalla vita aggiorna questo blog. Ogni tanto scrive sceneggiature e racconti.

di diego altobelli
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