The Wonder Years ovvero: gli anni migliori sono quelli in Blue Jeans

Blue Jeans.
“Ah, Genitori in Blue Jeans sì, anch’io lo vedo…”
“No no, solo Blue Jeans. E’ quello con la voce di Lui-Adulto che commenta le azioni di Lui-Bambino.”
“Mai visto.”
“Quello con la canzone dei Beatles come sigla.”
“Mi dispiace.”
“Quello con Winnie Cooper.”
“…”

Blue Jeans, Wonder Years

Kevin, Paul, Winnie e tutti gli altri

La grande storia degli USA tra i ’60 e i ’70 con tutti ma proprio tutti i luoghi comuni dell’epoca (dall’Uomo sulla Luna al Vietnam, al flower power ecc.) vissuta attraverso le “piccole” vicende di Kevin, della sua famiglia (padre burbero, madre biondo platino sempre sorridente, sorella hippie, fratello maggiore stronzo), e dei suoi amici Paul, l’occhialuto nerd allergico a tutto e Winnie Cooper.

“Winnie” Cooper è la prima cotta di Kevin, nonché la prima cotta dello spettatore nonché il principale sub-plot di Wonder Years, un comedy-drama della ABC andato in onda (in USA) per 6 stagioni dal 1988 al 1993 e da noi, in maniera disordinatissima e con scarso successo (lo so, è incredibile), negli  anni ’90, tra Rai 2 e Rai 3.

Kevin-Adulto e Kevin-Bambino: la voce off

Wonder Years – Blue Jeans è un concentrato di nostalgie che si esplicano (anche) attraverso un massiccio uso della voce off. Tanto è un tratto distintivo della serie che qualcuno ha fatto notare, giustamente, che l’impalcatura narrativa si regge un po’ troppo su questo espediente (ma, con le dovute proporzioni, si potrebbe dire la stessa cosa di Goodfellas e Casinò di Scorsese, o di Sleepers di De Niro, per dire).

Comunque, oggi se vedo un film con la voce off mi infastidisco, perché la considero una “scorciatoia”, un espediente fin troppo didascalico per uscire fuori da problemi di sceneggiatura – perché devi dirmelo se puoi mostrarmelo? – ma, dentro di me, so che in realtà il motivo per cui odio/amo la voce off deriva dalla mia passione per questo serial.

E deriva anche da Stand by me, ricordo di un’estate di Rob Reiner, ma questa è un’altra storia.

Chissà quanto Stand by me (che è dell’86) ha influenzato Wonder Years. Secondo me tanto. E non solo per la voce off.

Il Tempo Perduto degli Anni Migliori: Marcel P. e Kevin A.

Per il resto la storia di Kevin, Paul e Winnie, lo so, adesso lo so, è un continuo, irresistibile e patetico (nel senso etimologico del termine) “colpo basso” a base di ricordi “filtrati” color seppia, foto polaroid, vecchi dischi e buoni sentimenti, tramonti su viali autunnali di periferie urbane, insomma, una mitragliata di madeleines che insegnano l’altissimo valore della nostalgia per un tempo mai vissuto. Probabilmente il miglior tipo di nostalgia malinconica che si possa provare  a 10 anni.

Nonostante il mio attaccamento quasi feticistico,  il serial non l’ho visto tutto.  Inoltre, che io sappia, è praticamente irreperibile in italiano (ovviamente in America, volendo, ce l’hanno, eccome).

Stop, children, what’s that sound?

Anche la musica di WY è un concentrato di piccole “intermittenze del cuore”: Buffalo Springfield (non venite a raccontarmi che cose del genere non vi smuovono lo stomaco perché non ci credo), Crosby, Stills, Nash & Young, Van Morrison, Donovan, Carole King, Debbie Gibson, Richie Havens, Marvin GayeThe Temptation (ovviamente my girl), i Platters e, soprattutto Joe Cocker.

La sigla, With a little help from my friends, era la mitica canzone dei Beatles del ’67 contenuta in Sgt. Pepper’s e cantata da Ringo col “piccolo aiuto” degli “amici” John, Paul e George e qui riproposta nella versione mozzafiato di Joe Cocker (che la cantò a Woodstock).

Quando vedevo Blue Jeans ero tra le elementari e le medie, idolatravo i Beatles e avevo la mia Albertine. E conoscevo a memoria Stand By me. Tutti chiarissimi indizi del fatto che la storia di Kevin e Winnie era stata scritta apposta per me. Senza ombra di dubbio.

httpv://www.youtube.com/watch?v=-Ob59hsRaFU

Winnie Cooper

Sono andato a vedere chi fosse diventata oggi Danica McKellar e ho scoperto che, nel corso degli anni ha scritto dei libri. Di matematica. Libri divulgativi di matematica. Però. D’altra parte noi già lo sapevamo che Winnie era la migliore della classe.

Kiss my math

diego altobelli

Copy, Seo, Sceneggiatore e bla bla bla