L’arrivo di Wang e il ritorno della fantascienza: l’ultimo dei Manetti Bros.

Oggi esce l’arrivo di Wang, l’ultimo dei Manetti Bros che ho visto ieri, in anteprima, in una serata-mymovies.

5 motivi per cui dovreste vederlo:

httpv://youtu.be/SNrhkTlknNI

  1. Perché è un film di fantascienza tutto italiano e la fantascienza è un genere difficile ad alto rischio empatia: ci vuole pochissimo, infatti, per uscire dal territorio del verosimile, soprattutto quando le storie sono ambientati in luoghi che ci sono familiari. Nonostante ciò, l’operazione-verosimile regge.
  2. Perché è un film con effetti speciali italiano usati diegeticamente (e non è da poco, pensateci).
  3. Perché il primo atto è eccellente.
  4. Perché ci sono delle citazioni divertenti. Una su tutte: la fuga nei sotterranei che sembrano il set del vecchio gioco Wolfenstein 3D.
  5. Perché “è un po’ come vedere un vecchio film di Joe Dante degli anni ’80”, come ha detto mio fratello.
  6. Perché è un film realizzato con grandi attori e tecnici ma con un piccolo budget, che se ne andrà in giro per le sale cinematografiche fuori dal grande circuito (non che questo debba convincervi di per se, ovvio.)
5 motivi per cui non dovreste vederlo:
  1. Perché la storia, alla fine, è quella del trailer: Lei, Lui e L’Altro chiusi in una stanza per un interrogatorio. Punto.
  2. Perché non è affatto Indipendence Day o La guerra dei mondi (cfr. la questione del budget e di Joe Dante).
  3. Perché il finale è prevedibile.
  4. Perché le riflessioni sugli alieni/stranieri-che-cosa-vogliono-da-noi, anche no.
  5. Perché non vi piacciono gli extraterrestri romani che parlano cinese.

Alta tensione, bassa resistenza ovvero: La piccola vedetta piemontese

Quei geni della Brigata Cretinetti a.k.a. gli Oblivion hanno realizzato un editoriale canoro dedicato alla Val di Susa e ai No Tav.

Impossibile non sorridere e commuoversi al susseguirsi delle citazioni dei 5 alpini-ninja (il Requiem di Mozart su tutte) e impossibile non pensare a loro come a quei vecchi cantastorie che andavano in giro per l’Italia del dopoguerra raccontando le notizie a chi non sapeva leggere:

 

httpv://youtu.be/KVl3SJDXteI

Visto dalle parti di Giap