9 Maggio: Fratelli Minori in anteprima su MYMovies: siateci!

Una storia che mi ha colpito perché i protagonisti compiono in un solo giorno un percorso di crescita che li rende adulti con brutalità, mettendoli davanti alla peggiore delle menzogne, quella che infanga gli ideali, le cose sacre ed inviolabili…

(La regista Carmen Giardina)

Giovedì 9 maggio, dalle 16 alle 24 sarà possibile vedere su MyMoviesLive! il cortometraggio Fratelli Minori di Carmen Giardina sceneggiato dal sottoscritto con Chicca Profumo.

Verrà trasmesso – ed è la prima volta che succede – dalle 16.00 in punto in poi ogni ora, fino a mezzanotte.

Entrare nella Sala Uno di MYMovies!, registrarsi (se già non lo siete) e guardare il film è semplicissimo. Senza considerare il fatto che è anche gratuito.

In ogni caso è sufficiente seguire questo link o cliccare sull’immagine qui sotto.

Fratelli Minori MyMovies

Se poi, una volta visto, vi andasse si tornare da queste parti o su MYMovies stesso o sulla Pagina Facebook e scrivere cosa ne pensate, sarebbe molto bello.

Se vi andasse poi, addirittura, di suggerire la visione ad amici e amici-di-amici sarebbe perfetto.

Qui di seguito la recensione di MyMovies e il trailer:

Fratelli MInori recensione MyMovies

Un ringraziamento sincero a Creuza srl e Azteca Produzioni che hanno prodotto Fratelli Minori e hanno reso possibile questo evento in streaming che connetterà il 9 maggio del 1978 a giovedì 9 maggio 2013.

Grazie a Nicoletta-di-MyMovies.

Buona visione!

Siamo il posto di blocco più sfigato della storia. io ho visto passa’ solo pecore da qua.

(Antonio a Enzo)

Matematica e Letteratura: le intersezioni possibili di Natalini e Popinga

“…se lo leggi la terza volta scopri che è tutto preordinato con lo scopo di non fartelo capire.”

(Roberto Natalini su Infinite Jest)

LIbreria Assaggi Matematica e Letteratura Natalini e Popinga

Qualche giorno fa, presso la Libreria Assaggi di Roma, Roberto Natalini (ideatore di Maddmaths) e Marco Fulvio Barozzi (a.k.a Kees Popinga) si sono cimentati in una divertente chiacchierata sulle “intersezioni” tra letteratura e matematica nell’ambito del Festival Scienza 3.

Perché è così interessante sentire cosa pensano?

Perché loro stessi sono due splendidi esempi di come possano convergere nella stessa testa due discipline solo apparentemente distanti (sentite cosa dice proprio all’inizio Barozzi sulla grande considerazione della matematica da parte degli autori anglosassoni).

Qui sotto trovate il video integrale dell’incontro. Dura circa un’ora e l’audio all’inizio è un po’ così, ma poi migliora.

Per chi va di fretta

Natalini, dal minuto 52, offre 10 bei minuti dedicati a David Foster Wallace e a Infinite Jest ma, prima di arrivare a Wallace, i due matematici raccontano di Queneau e dell’OuLiPo, leggono pagine di autori italiani come Nori e Cavazzoni e dicono un sacco di altre cose interessanti e sì, anche se il video sembra provenire da uno dei bunker del Progetto Dharma di Lost, il continuum spazio temporale è il nostro

SPOILER: vengono lette anche alcune divertenti composizioni poetiche di Popinga (tratte da Giovanni Keplero aveva un gatto nero)

httpv://youtu.be/smvgcWGUME0

De Lillo e la metafisica delle formiche rosse

Qualche tempo fa, nella stessa libreria, chi scrive aveva avuto l’onore di moderare un incontro tra Roberto Natalini e Chiara Valerio sulla Stella di Ratner di De Lillo che, dopo anni, era stato appena tradotto in italiano.

Se interessa, seguendo il link troverete il video di 9 minuti con la sintesi dell’evento.

Infiltrati e operai, spie e precari: brevi digressioni su due storie differenti che mi hanno colpito nello stesso punto

Ci sono due storie che, in questi ultimi tempi, continuano a tornarmi in mente per intensità e coinvolgimento.

Ci penso e ci ripenso.

La prima è un libro – Amianto –  di Alberto Prunetti, edito da AgenziaX nel 2012.

L’ho scoperto a gennaio grazie a un intenso post di Wu Ming su Giap. Poi ne ho seguito con molto interesse l’evoluzione e le riflessioni.

La storia di Alberto Prunetti inizia così:

Ma che freddo fa (ogni capitolo porta come titolo una canzone di Nada o di Piero Ciampi)

Avrei voluto che questa storia non fosse davvero accaduta.

Amianto una storia operaia, Alberto Prunetti, Revolutionine

Attraverso un’operazione narrativa molto coinvolgente l’autore ricostruisce la vita lavorativa di Renato, il padre, ammalato prematuramente e poi ucciso dall’amianto.

Immaginate ora di avere a che fare con una sorta di recherche con il Narratore che però è figlio di un operaio specializzato e che, da adulto, cerca di rimettere ordine nei tasselli dell’esistenza precaria sua e in quella del padre, sempre in viaggio da un complesso industriale all’altro, in giro per l’Italia industrializzata tra i ’70 e gli ’80.

Immaginario collettivo e individuale si fondono nelle differenti esperienze di due generazioni di padri e figli precari in modi e tempi diversi.

Echi di Vita agra e del Lavoro culturale di Luciano Bianciardi e di tante altre storie che a leggerle oggi fanno solo venire le lacrime agli occhi. di rabbia.

Ma attenzione però: in quello che Prunetti scrive non c’è nulla di patetico né di emotivo nel senso più becero e consolatorio del termine.

Si ride, si sorride, si prova tristezza, pena, dolore, sgomento, fino a giungere alla conclusione che non c’è proprio niente da ridere come non c’è proprio niente da piangere. C’è solo da essere consapevoli e, se ci si riesce ancora, arrabbiarsi. Ecco tutto.

Ho sottolineato, piegato, evidenziato e scritto tanti punti esclamativi e interrogativi su un sacco di pagine del libro e, dopo, l’ho ordinato di nuovo e di nuovo su IBS per regalarlo, perché credo abbia senso leggerlo proprio qui e ora.

Nella prefazione Valerio Evangelisti scrive:

Avete tra le mani un libro terribile e bellissimo.

Ed è proprio così.

***

Il secondo è un film. Si chiama L’Infiltré ed è del 2011

Anche se prodotto e realizzato in Francia è di un regista italiano: Giacomo Battiato. L’ho visto per caso, in una prima serata di Rai 3, sempre a gennaio, pochi giorni prima di leggere Amianto.

Anche qui si raccontano vite precarie e sistemi sociali che annientano prendendosi gioco degli individui con il ricatto morale e la promessa di un futuro migliore.

L’infiltrato è un giovane palestinese che appartiene a un gruppo terrorista gestito dallo psicotico Abu Nidal che viene avvicinato, sedotto e poi abbandonato dai servizi segreti francesi.

Spionaggio e controspionaggio anni ’80, manipolazione, complotti e teoria dei giochi contro uno studente palestinese inconsapevole di essere solo una delle tante pedine sacrificabili.

Sono sicuro che anche a Prunetti è piaciuto.

L'infiltre Giacomo Battiato