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Revolutionine

ti complicherà la vita

David Foster Wallace, lo scrittore che riuscì a fare “questo”

Ecco una cosa difficile da immaginare: essere uno scrittore così creativo che, quando muori, il linguaggio ne rimane impoverito.

Questo è ciò che ha compiuto il suicidio di Wallace [...].

Non è stata solo una cosa triste, è stato un colpo durissimo.

(J.J. Sullivan 2011, Troppa informazione)

 

Per ricordare la scomparsa di Wallace avvenuta quattro anni fa, gli amici dell’Archivio DFW hanno deciso di tradurre a pubblicare, per la prima volta in Italia, un articolo di J.J. Sullivan uscito a maggio 2011 sulla rivista GQ:

Seguendo il link o cliccando qui sopra potrete leggerlo integralmente.

Grazia a Roberto e Andrea per il lavoro di traduzione.

***

Quando dicono che Wallace era uno scrittore generazionale, che “parlava per una generazione”, c’è un modo in cui questo è quasi scientificamente vero.

Tutto quello che sappiamo su come la letteratura viene prodotta suggerisce che c’è un legame tra il talento individuale e la società che lo produce, l’organo sociale.

Le culture generano geni come un alveare trova una nuova ape regina quando la vecchia muore, ed è facile ora vedere Wallace come uno di questi geni.

Ho il ricordo, abbastanza netto da sapere che non è solo il senno di poi, di averne sentito parlare e poi di aver letto per la volta Infinite Jest quando avevo 20 anni, e la sensazione immediata: eccolo.

Uno di noi sta provando a fare questo.

Il “questo” stava per tutto questo, ossia il provare a a catturare la sensazione di vivere in una superpotenza frammentata alla fine del ventesimo secolo.

E’ arrivato qualcuno con un intelletto potenzialmente abbastanza forte per rispecchiare questo spettacolo con una serieà morale abbastanza profonda da voler essere in prima linea.

Non si può dire che nessuno dei suoi contemporanei – anche quelli che in quanto ad abilità potevano competere con lui – abbia rischiato un fallimento così grande quanto Wallace.

(J.J. Sullivan 2011, Troppa informazione)

 

Continua a leggere Troppa informazione di J. J. Sullivan:

 

Pale Winter: inizia la lettura del Re Pallido, un libro da divorare #palewinter

Prima il video e poi vi dico, tanto dura 1 minuto e 15 secondi:

 

 

Il tutto – ovvero Pale Winter, ovvero la lettura collettiva del Re pallido – viene annunciata simbolicamente oggi, nel giorno del non-compleanno di Wallace (parentesi: per twittare sul tema-non-compleanno usare l’hastag #DFW50 se, invece, già da subito interessati alla lettura collettiva usare #palewinter).

Se volete aggiungervi al nutrito gruppo di lettori del Re pallido e volete conoscere gli altri howling fantods italici o se vi va di passare a fare un saluto e lasciare un commento, questo sarà il campo base per qualche settimana:

Poi in realtà ci sono anche altri modi per seguire la lettura collettiva, ad esempio la paginetta Facebook, Twitter e Anobii.

Se interessa, chi scrive da queste parti il 24 marzo racconterà quello che succede dal capitolo 19 al 22 (ovvero da pag. 167 a pag. 227).

Per quanto riguarda il video lo so, lo so che ve lo state chiedendo ma

L’Archivio DFW Italia assicura che durante la realizzazione dello spot non sono state maltrattate bambine né tantomeno copertine di libri.

Solo per appassionati:

Se vedendo il video qui sopra avete pensato a un’altra famosa soggettiva-del-neonato-che-causa-dipendenza – in Infinite Jest era il volto di Joelle, La Più Bella Ragazza di Tutti i Tempi a causare una dipendenza senza via di scampo – vuol dire che siete più wallaciani di quanto immaginate.

 

il re è morto, Il re è pallido, viva il re

Grazie a Roberto ho scoperto il video dei Decemberist, tratto dal loro ultimo album The King is Dead.

Il video si chiama Calamity Song e ha una particolarità:

racconta una partita a Eschaton, il mitico gioco un po’ tennis un po’ Risiko (semplifico brutalmente) che David Foster Wallace fa giocare ai giovani protagonisti di Infinite Jest.

La descrizione delle regole/strstegie di gioco occupa più di 30X pagine del libro.

David Foster Wallace, Infinite Jest, Eschaton, Calamity Song, Decemberist

IJ DIVENTA UN FILM?

Pare, tra l’altro, che Michael Schur (il regista del video nonché sceneggiatore di The Office e howling fantod di vecchia data) si sia aggiudicato i diritti cinematografici del romanzone-monolite di Wallace.

Sui dubbi di una possibile trasposizione cinematografica di IJ si era già scritto qualche anno fa ma, state sicuri che quando uscirà il film, sarò seduto in prima fila incuriosito dal complesso lavoro di sceneggiatura…

 

“James O. Incandenza: una filmografia”, ovvero: la nota migliore della sua generazione

C’è una nota, in particolare, di cui parlo sempre a proposito di Infinite Jest.

Molto probabilmente è la mia nota preferita di David Foster Wallace.

È la Nota 24 a pag. 76 ed è cerchiata con tanto di asterisco e commento a caratteri cubitali.

La Nota 24 è su James O. Incandenza, che poi è il preside dell’Enfield Tennis Academy nonché un ex regista “sperimentale” nonché un esperto di fisica ottica nonché il padre morto suicida di Hal Incandenza, nonché…

La Nota 24 dura 10 pagine ed è composta da un’introduzione sull’opera di Incandenza e dalla ricostruzione della controversa filmografia.

Copio/incollo la “scheda” di uno dei miei film preferiti di Incandenza:

The Joke (La beffa)

A.S. Latrodectus Mactans Productions. Pubblico come cast riflesso; 35 mm X 2 telecamere; lunghezza variabile; bianco e nero; muto.

Parodia degli «eventi specifici del pubblico» di Hollis Frampton, due videocamere Ikega-mi Ec-35 riprendono nella sala il pubblico del «film» e proiettano sullo schermo le immagini risultanti.

Il pubblico della sala che guarda se stesso guardare se stesso mentre comprende la «beffa» e si mostra sempre più imbarazzato e a disagio e ostile, comprendendo di far parte dell’involuto flusso «antinarrativo» del film.

Il primo progetto veramente controverso di Incandenza, la Film & Kartidge Kultcher di Sperber disse che «suonava inconsapevolmente la campana a morto del cinema postpoststrutturale in termini di puro fastidio».

VIDEO MAGNETICO NON REGISTRATO PROIETTABILE UNICAMENTE IN SALA; ORA NON DISTRIBUITO.

Un altro (l’ultimo, giuro, ma considerate che nella Nota 24 ce ne sono inventariati una 70ina):

Wave Bye-Bye to the Bueaucrat (Fai ciao ciao al burocrate), Anno del Whopper.

Latrodectus Mactans Productions. Everarà Maynell, Philip T. Smothergill, Paul Anthony Heaven, Pamela-Sue Voorheis; 16mm; 19 minuti; bianco e nero; sonoro.

Possibile parodia/omaggio del ciclo di annunci a.S. su reti pubbliche della Chiesa di Gesù Cisto dei Santi dell’Ultimo Giorno, un frettoloso pendolare viene scmabiato per Cristo da un bambino che ha investito.

Inutile dire che tutti i film della filmografia di James O. Incandenza sono frutto dell’invenzione narrativa di Wallace.

A questo proposito Roberto, che sa quanto io ami la Nota 24, mi segnala uno splendido post su flavorwire.com che propone una raccolta di immagini dedicate a Infinite Jest. E qui, grande importanza hanno le locandine dei film di Incandeza:

The Joke Infinite Jest David Foster Wallace

Oltre alle locandine di Incandenza ci sono anche altre splendide rappresentazioni che gli amanti di IJ apprezzeranno sicuramente come:

  • la visualizzazione degli anni sponsorizzati

Gli anni sponsorizzati di Infinite Jest, David Foster Wallace

  • o, sempre a proposito di sponsor, il Whataburger e i campionati juniores di tennis:

Whataurger, David Foster Wallace, Infinite Jest

Per vederle tutte (sono tantissime) rimando al blog Poor Yorick Entertainment.