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	<title>Revolutionine &#187; sulla complessità di certi rapporti</title>
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	<description>ti complicherà la vita</description>
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		<title>Tuttavia da qualcuno deve essere fatto (ovvero: Alicui tamen faciendum est)</title>
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		<pubDate>Sun, 08 Jan 2012 16:49:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>diego</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Infinite Wallace]]></category>
		<category><![CDATA[Libri]]></category>
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		<category><![CDATA[Agenzia delle Entrate]]></category>
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		<description><![CDATA[E&#8217; il motto, impresso su un antico vessillo, sotto l&#8217;immagine di un mito greco – Bellerofonte – simbolo (ma solo nel romanzo di Wallace) dell&#8217;Agenzia delle Entrate statunitense. Nel libro (è tutto a pag. 318) il motto latino viene tradotto con: «Lui è quello che fa un lavoro difficile e malvisto» Ma in realtà la traduzione letterale [...]
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			<content:encoded><![CDATA[<p>E&#8217; il motto, impresso su un antico vessillo, sotto l&#8217;immagine di un mito greco – <em>Bellerofonte</em> – simbolo (ma solo nel romanzo di Wallace) dell&#8217;Agenzia delle Entrate statunitense.</p>
<p>Nel libro (è tutto a pag. 318) il motto latino viene tradotto con:</p>
<blockquote><p><em>«Lui è quello che fa un lavoro difficile e malvisto»</em></p></blockquote>
<p>Ma in realtà la traduzione letterale è quella del titolo o anche <em>«Qualcuno tuttavia lo deve fare».</em></p>
<p>Il libro in questione è, naturalmente, <em>Il Re Pallido</em>, il romanzo postumo di DFW che sto leggendo con la lentezza incredula di un sommelier alle prime armi che si è ritrovato tra le mani l&#8217;ultima bottiglia rimasta di un vino unico e pregiato e che sa (il sommelier alle prime armi) che ogni sorso degustato ne diminuirà irrimediabilmente la quantità totale residua. Ma tant&#8217;è.</p>
<p>Insomma,</p>
<p>prima di tediarvi con riflessioni personali non resisto a copiare un passaggio incredibilmente adatto a descrivere quello che sta accadendo in questi giorni in Italia con le operazioni della Guardia di Finanza e tutto lo strascico di dichiarazioni su chi controlla/dovrebbe-controllare coloro che evadono il fisco e non pagano le tasse (illuminanti le <a title="Boldi e l'evasione" href="http://www.corriere.it/cronache/12_gennaio_06/bondi-cortina-intervista-cavalli_bbceb636-383b-11e1-86b7-c754a63c4545.shtml" target="_blank">riflessioni del noto economista Boldi</a>).</p>
<p>A parlare, a pag.168 del <em>Re Pallido</em>, invece, è un anziano dipendente dell&#8217;Agenzia delle Entrate:</p>
<blockquote><p><em>– E&#8217; come se ti trovassi su una scialuppa di salvataggio con altra gente e ci fosse solo un tot da mangiare e ti toccasse dividerlo. C&#8217;è solo un tot che va spartito e tutti hanno una fame da lupi. Tu vorresti tutto il cibo per te, stai moderndo di fame. Ma lo stesso vale per gli altri. Se mangiassi tutto tu poi non riusciresti più a convivere con te stesso.</em></p>
<p><em>– Per non dire che gli altri ti ucciderebbero.</em></p>
<p><em>– Ma il punto è psicologico. E&#8217; ovvio che lo vuoi tutto tu, è ovvio che vuoi tenere ogni centesimo di quello che guadagni. Ma non lo fai, paghi la tua parte, perché è così che dev&#8217;essere per l&#8217;intera scialuppa di salvataggio. Hai una specie di obbligo morale verso il resto della scialuppa. E verso te stesso hai l&#8217;obbligo morale di non essere il tipo che aspetta che gli altri dormano per mangiarsi tutto.</em></p></blockquote>
<p>Per finire con:</p>
<blockquote><p><em>– «Dovere» è un parola un po&#8217; brutale. Non dico che sia loro dovere pagare le tasse. Dico solo che non ha senso non farlo. E in più li becchiamo.</em></p></blockquote>
<p>Ecco.</p>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter" title="800px-Ghostbusters_007" src="http://www.revolutionine.com/wp-content/uploads/2012/01/800px-Ghostbusters_007.jpg" alt="" width="399" height="170" /></p>
<p>L&#8217;immagine viene da <a title="Acchiappafantasmi" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Ghostbusters_-_Acchiappafantasmi" target="_blank">wikipedia</a>.</p>
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		<title>Il giorno in cui viaggiammo più veloci della luce gli alieni parlarono in francese e ci dissero scemi</title>
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		<pubDate>Tue, 25 Oct 2011 18:12:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>diego</dc:creator>
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		<category><![CDATA[amici]]></category>
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		<category><![CDATA[sulla complessità di certi rapporti]]></category>
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		<category><![CDATA[Viaggi nel tempo]]></category>

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		<description><![CDATA[Online l&#8217;ultima fatica letteraria dell&#8217;autore-di-raccontini che si nasconde dietro questo bloggetto. Si chiama Il giorno in cui viaggiammo più veloci della luce ecc. ecc.  e trattasi di un raccontino di lunghezza moderatamente tollerabile dagli stanchi occhi di chi ha già navigato tutto il giorno sul web (tra l&#8217;altro ha anche un sacco di immagini), e inizia [...]
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Online l&#8217;ultima fatica letteraria dell&#8217;autore-di-raccontini che si nasconde dietro questo bloggetto.</p>
<p>Si chiama <em>Il giorno in cui viaggiammo più veloci della luce ecc. ecc.</em>  e trattasi di un raccontino di lunghezza moderatamente tollerabile dagli stanchi occhi di chi ha già navigato tutto il giorno sul web (tra l&#8217;altro ha anche un sacco di immagini), e inizia così:</p>
<p>&nbsp;</p>
<blockquote><p><em>La risposta prima della domanda, l&#8217;effetto prima della causa, l&#8217;omega prima dell&#8217;alfa, per capire le grandi rivoluzioni non devi essere per forza uno del mestiere. </em></p>
<p><em>Il nostro concetto concreto, quotidiano dello spazio-tempo cambierà. Sicuro. Magari non domani ma cambierà. </em></p>
<p><em>Il prima e il dopo non avranno più il senso che gli abbiamo dato finora. E non sto parlando di giochetti filosofici – capiamoci – se la tartaruga raggiungerà Achille e compagnia bella. Qui Achille la schiaccia la tartaruga prima ancora che possa capire cosa stia succedendo e io ho un sacco di idee per sfruttare questa cosa perché – è questo il punto – adesso è il momento dei creativi, degli artisti come noi.</em></p></blockquote>
<p>E Il resto lo potete leggere integralmente su <a title="Il giorno in cui viaggiammo più veloci della luce, Diego Altobelli, Maddmaths!" href="http://maddmaths.simai.eu/langolo-arguto/il-giorno-in-cui-viaggiammo-piu-veloci-della-luce-gli-alieni-parlarono-in-francese-e-ci-dissero-scemi?searchterm=diego" target="_blank">Maddmaths!</a>, il sito di divulgazione e didattica della matematica applicata:</p>
<p><a title="Il giorno in cui viaggiammo più veloci della luce, Diego altobelli 2011" href="http://maddmaths.simai.eu/langolo-arguto/il-giorno-in-cui-viaggiammo-piu-veloci-della-luce-gli-alieni-parlarono-in-francese-e-ci-dissero-scemi" target="_blank"><img class="size-full wp-image-6009 aligncenter" title="Il giorno in cui viaggiammo più veloci della luce di Diego Altobelli 2011" src="http://www.revolutionine.com/wp-content/uploads/2011/10/Il-giorno-in-cui-viaggiammo-più-veloci-della-luce-di-Diego-Altobelli-20112.jpg" alt="" width="503" height="144" /></a></p>
<p>&#8211;</p>
<p>Come sempre, è tutto sotto <a href="http://creativecommons.org/licenses/by-nc-nd/2.5/it/">creativecommons (2.5)</a> quindi – se vi va – potete leggere e condividere liberamente (magari anche su qualche socialino) e – sempre se vi va – farmi sapere se vi ha divertito o meno.</p>
<p>&#8211;</p>
<p>Per quelli che «<em>Si mi è piaciuto ahahah, maddai, ti prego, che ne hai un altro simile?»</em></p>
<p><em></em>Certo,</p>
<p>potreste leggere sempre su Maddmaths! <em><a title="Viaggi nel tempo istruzioni per l'uso, Diego Altobelli, Maddmaths" href="http://maddmaths.simai.eu/langolo-arguto/viaggi-nel-tempo-istruzioni-per-l2019uso" target="_blank">Viaggi nel tempo istruzioni per l&#8217;uso</a></em>.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Parenthood: sulla paternità e sul mantenersi giovani. Per sempre.</title>
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		<pubDate>Mon, 26 Sep 2011 20:04:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>diego</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>
		<category><![CDATA[serial]]></category>
		<category><![CDATA[sulla complessità di certi rapporti]]></category>
		<category><![CDATA[Bob Dylan]]></category>
		<category><![CDATA[Forever Young]]></category>
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		<category><![CDATA[in my dreams]]></category>
		<category><![CDATA[John Doe]]></category>
		<category><![CDATA[Kick Drum Heart]]></category>
		<category><![CDATA[Lauren Graham]]></category>
		<category><![CDATA[Lucy Schwartz]]></category>
		<category><![CDATA[Parenthood]]></category>
		<category><![CDATA[When we were Young]]></category>

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			<content:encoded><![CDATA[<p>Saranno un po&#8217; di meccanismi atavici che scattano quando uno diventa genitore, sarà che semplicemente <em>Parenthood</em> è scritto bene, fatto sta che ogni volta che mi capita di vederne una puntata mi commuovo (non proprio ogni volta ma, insomma, ci siamo capiti&#8230;).</p>
<p>I motivi sono diversi:</p>
<p><strong>UNA MAMMA PER AMICA</strong></p>
<p>C&#8217;è innanzi tutto la questione di Lorelai e del dopo-Gilmore e dei continui rimandi più o meno espliciti soprattutto nelle prime puntate (vedi i veloci stacchetti battuta-risposta tra madre e figlia e dettagli come gli stivali di Lauren Graham o le canzoncine con i coretti di Lucy Schwartz, ma di questo ne parliamo fra un po&#8217;).</p>
<p>Nonostante ciò</p>
<p>il ruolo di giovane e coraggiosa ragazza madre indipendente e anticonformista delle Gilmore sembra aver ceduto il passo a una donna matura perennemente in crisi di identità i cui errori si ri-proiettano sui figli adolescenti. E il tutto, a pensarci bene, è molto moralistico (le colpe dei padri che ricadono sui figli eccetera eccetera).</p>
<p><strong>FAMIGLIA ALLARGATA</strong></p>
<p>La famiglia americana con la casa grande in campagna, con i nonni ancora giovani, e poi i figli, i fratelli piccoli, le sorelle, i nipoti, gli amici di. Tutti che litigano e si riconciliano con un pathos che solo nei serial americani&#8230;</p>
<p><strong>LA FONTE: UN FILM DEGLI ANNI &#8217;80 DI RON HOWARD </strong></p>
<p>Il serial nasce come un remake di un omonimo serial che, a sua volte traeva ispirazione da un omonimo film di Ron Howard tradotto in Italia con <em>Parenti, amici e tanti guai</em>.</p>
<p>In realtà, però, il motivo che fa sobbalzare il mio stomaco ogni volta che vedo una puntata di <em>Parenthood</em> è la</p>
<p><strong>COLONNA SONORA</strong></p>
<p>e qui sono veramente colpi bassi</p>
<p>a partire dalle diverse versioni di <em>Forever Young</em> di Bob Dylan (<em>&#8220;Possa tu restare sempre giovane&#8230;&#8221;</em>) ma anche <em><a title="In my dreams EELS" href="http://www.revolutionine.com/2009/07/15/her-kiss-redeems-and-its-all-there-in-my-dreams/" target="_blank">In my Dreams</a></em> degli EELS, o la divertente <em><a href="http://youtu.be/SNvgNX3ZIV4" target="_blank">Kick Drum Heart</a> </em>degli Avett Brothers  e, ovviamente, <em><a title="When We Were Young" href="http://youtu.be/LfSXyxlfQ7U" target="_blank">When We Were Young</a></em> di Lucy Schwatz.</p>
<p><strong>UNA CURIOSITA&#8217; SULLA SIGLA</strong></p>
<p>Nella versione originale, il tema musicale della sigla è <em>Forever Young</em> (e se vedete la prima puntata torna tutto).</p>
<p>Nella versione internazionale, invece, è <em>When we were Young</em> e, secondo me, il motivo risiede nell&#8217;affinità tra questa canzone e la colonna sonora tutta coretti femminili delle <em>Gilmore Girls</em> (sempre di <a href="http://youtu.be/ILspCwF-3lE" target="_blank">Lucy Schwartz</a>).</p>
<p>In ogni caso,</p>
<p>il mio momento preferito della sigla, è l&#8217;inquadratura di Crosby bambino sull&#8217;altalena che guarda la macchina da presa. Sono ipnotizzato da quell&#8217;inquadratura.</p>
<p style="text-align: center;">
<p><a href="http://www.youtube.com/watch?v=hZmiHbrKju8">http://www.youtube.com/watch?v=hZmiHbrKju8</a></p>
</p>
<p style="text-align: left;">Qui, invece, trovate <em>Forever Young</em> nella versione di John Doe e Lucy Schwartz (sempre lei) che accompagna il video di presentazione della prima serie di <em>Parenthood</em>:</p>
<p style="text-align: center;">
<p><a href="http://www.youtube.com/watch?v=QUr5v2aWijw">http://www.youtube.com/watch?v=QUr5v2aWijw</a></p></p>
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		<pubDate>Sun, 21 Aug 2011 13:58:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>diego</dc:creator>
				<category><![CDATA[Libri]]></category>
		<category><![CDATA[sulla complessità di certi rapporti]]></category>
		<category><![CDATA[Falchi e colombe]]></category>
		<category><![CDATA[La cospirazione delle colombe]]></category>
		<category><![CDATA[Vincenzo Latronico]]></category>

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</ol>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Verso gli autori italiani, specie se &#8220;giovani&#8221;, nutro da sempre una certa diffidenza che – non lo nego – spesso è spocchiosa e aprioristica.</p>
<p>Non è una cosa bella, lo so.</p>
<p>Come non è una cosa bella, di contro, essere aprioristicamente ben disposti verso un sacco di scrittori stranieri. Più che altro americani. Prevalentemente californiani, ma non solo.</p>
<p>Insomma,</p>
<p>diciamola tutta,</p>
<p>è sempre con difficoltà che parlo bene di libri di giovani autori italiani dove &#8220;giovane&#8221; vuol dire al max trentenne.</p>
<p>Com&#8217;è il caso di Vincenzo Latronico che addirittura – o mio dio &#8211; è del 1984 e, addirittura – O MIO DIO – è al suo secondo romanzo.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p ALIGN="CENTER"><a title="More about La cospirazione delle colombe" href="http://www.anobii.com/books/La_cospirazione_delle_colombe/9788845267123/01961aef16cef49b73/"><img class="aligncenter" style="padding: 5px;" title="More about La cospirazione delle colombe" src="http://image.anobii.com/anobi/image_book.php?type=4&amp;item_id=01961aef16cef49b73&amp;time=1305791906" alt="More about La cospirazione delle colombe" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>COVER VOLATILE</strong></p>
<p>Metaforica al punto giusto – <em>«ma sta atterrando o decollando quell&#8217;uomo?»</em>, <em>«non ce la farà mai a spiccare il volo, mai»</em> – di quelle che già ti predispongono positivamente all&#8217;acquisto compulsivo insieme al titolo. Magari avrei evitato il sottolineato, troppo ridondante&#8230; Chissà cosa ne pensa il mio amico Giulio di <em><a title="Who's the reader? Giulio Passerini" href="http://giupasserini.wordpress.com/" target="_blank">Who&#8217;s the reader?</a> </em>che ne raccoglie sempre di splendide e originali.</p>
<p><strong>SIAMO COLOMBE O CAPORALI?</strong></p>
<p>Il romanzo racconta di successi e insoddisfazioni sentimentali, di frustrazioni universitarie e scalate sociali, di dottorati e nuovi quartieri di Milano e di cose-che-si-è-disposti-a-fare pur di raggiungere i propri scopi, il tutto collegato attraverso lo splendido leit motive dei falchi e delle colombe (<em>La cospirazione delle colombe</em> è la tesi di dottorato che sta scrivendo il narratore).</p>
<p><strong>LA COLOMBA INFAME</strong></p>
<p>La scrittura è scorrevole e si perdona subito l&#8217;artificio retorico tanto caro a Manzoni (che viene omaggiato nella citazione iniziale) e ai romanzi di Umberto Eco del tipo <em>&#8220;ho trovato un libro che narra la storia di&#8230;&#8221; </em>(funzionale al mitico &#8220;narratore onniscente&#8221;).</p>
<p><strong>IL DOTTORATO</strong></p>
<p>La parte migliore del romanzo è indubbiamente la prima, quella del dottorato alla Bocconi.</p>
<p>Chiunque abbia frequentato una qualsiasi università italiana troverà tratteggiate situazioni e personaggi realistici e si farà pure due risate pensando ai tempi in cui, giovane e speranzoso studente insonne in possesso della Tesi che avrebbe di sicuro cambiato il mondo era portato a credere ingenuamente a concetti fantascientifici come la &#8220;meritocrazia&#8221;.</p>
<p><strong>TECNICHE NARRATIVE</strong></p>
<p>Tornando al libro i salti temporali e gli incontri a &#8220;circolo chiuso&#8221; sono funzionali ma, a tratti, estremamente semplicistici.</p>
<p>Ma va bene così.</p>
<p>In narrativa è il verosimile che conta, mica il vero&#8230; per questo non stai lì a dire <em>«ma come fa, questo, a migliaia di chilometri e anni di distanza, ad aver incontrato proprio l&#8217;ex fidanzata di quell&#8217;altro?»</em> e via di seguito<em>.</em></p>
<p><strong>LO SCHEMA PONZI</strong></p>
<p>Poi si parla di truffe economiche e speculazioni edilizie.</p>
<p>Truffe di alto livello e truffe di basso livello ma tutte basate su una versione più o meno elaborata dello schema Ponzi.</p>
<p>Quelli che hanno studiato economia lo chiamano &#8220;marketing multilivello&#8221; ma sempre della vecchia truffa dell&#8217;emigrato italiano si tratta. Avete presente no? Funziona come una piramide: tu mi dai i tuoi soldi e io ti do interessi da capogiro. Ma te li pago con i soldi che altri, ingenuamente (?!?) mi danno per ricevere gli stessi interessi elevati che do a te e così via, finché poi arriva il momento che devi fare le valigie e scappare in sud america o ti arrestano. Ovvio.</p>
<p>Incredibilmente affascinante per provare l&#8217;esagerata buona fede della persone (per essere diplomatici) e la predisposizione a investire in business poco chiari con la promessa di ricevere ricavi esponenziali nel breve termine. Basti pensare a quanti ne ha fregati recentemente Madoff con la sua faccia rassicurante.</p>
<p>Falchi e colombe.</p>
<p>Falchi che si travestono da colombe.</p>
<p>Colombe che si fingono falchi.</p>
<p><strong>PERSONAGGI CHE USANO FACEBOOK </strong></p>
<p>Latronico integra diegeticamente e senza alcuna forzatura retorica l&#8217;utilizzo pratico di tecnologia e social network.</p>
<p>L&#8217;uso di facebook e iPod come &#8220;strumenti&#8221; di caratterizzazione psicologica dei personaggi non è, oggi, nella narrativa italiana (rieccoci&#8230;) una cosa così ovvia.</p>
<p><strong>E GUARDANO SERIAL</strong></p>
<p>In una scena uno dei protagonisti perde tempo in università guardando <em>Mad Man</em> in streaming sul portatile.</p>
<p>Il personaggio riflette sulla &#8220;speranza&#8221; e sulla &#8220;grandezza&#8221; percepita dai pubblicitari del serial in pieno boom economico anni &#8217;50, speranza totalmente assente dalla sua prospettiva di dottorando italiano. Un pezzo di pessimismo nazionale condivisibile ma non patetico.</p>
<p><strong>I RACCONTI DI LATRONICO</strong></p>
<p>Come se non bastasse, l&#8217;autore in questione ha scritto anche deliziosi racconti che si possono <a title="Vincenzo Latronico" href="http://www.vincenzolatronico.it/" target="_blank">leggere liberamente sul suo sito</a>.</p>
<p>Nella <a title="Vincenzo Latronico, La cospirazione delle colombe" href="http://www.vincenzolatronico.it/it/cospirazione.html" target="_blank">pagina dedicata al libro</a>, invece, c&#8217;è <a title="Vincenzo Latronico, La cospirazione delle colombe, reading" href="http://vimeo.com/8515848" target="_blank">questo reading</a> di uno dei capitoli più &#8220;politici&#8221; (nel senso giusto termine).</p>
<p><strong>I NOMI DEI PERSONAGGI</strong></p>
<p>Non mi sono piaciuti. Affatto. Donka Berati. Drina Drzic. Alfredo Cannella. Li ho trovati molto artificiali ma, si sa, <em>«questi giovani autori italiani non sono mica come gli scrittori americani&#8230;»</em></p>
<p>&#8211;</p>
<p>Aggiornamento a un nanosecondo dalla pubblicazione del post:</p>
<p>Dopo aver caricato il libro su Anobii scopro una recensione dall&#8217;eloquente titolo<em> &#8220;</em><span><em>Caro Vincenzo, un po&#8217; ti odio&#8221;</em> di <em>Kafkaontheshore</em> e mi sento meno solo. </span>D&#8217;altra parte a cosa servono i social network bibliofili se non a questo? <img src='http://www.revolutionine.com/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' /> </p>
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</ol></p>]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>Due o tre cose che so di Lei-Lucris</title>
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		<pubDate>Sat, 06 Aug 2011 07:53:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>diego</dc:creator>
				<category><![CDATA[I nastri dell'agente Cooper]]></category>
		<category><![CDATA[Lucris]]></category>
		<category><![CDATA[music is the best]]></category>
		<category><![CDATA[sulla complessità di certi rapporti]]></category>
		<category><![CDATA[Black Napkins]]></category>
		<category><![CDATA[Bob Marley]]></category>
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		<category><![CDATA[Full of life]]></category>
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		<category><![CDATA[La mia prima volta]]></category>
		<category><![CDATA[LIbri per neontati]]></category>
		<category><![CDATA[Peanuts]]></category>
		<category><![CDATA[Positive Vibration]]></category>
		<category><![CDATA[Winnie The Pooh]]></category>

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		<description><![CDATA[Una lista senza un preciso ordine logico che tengo aperta dalla nascita di Lucrezia detta Lucris, Lou, Luke, Lù, Lulù, Luke-Sono-Tuo-Padre, Louie-Louie e Lei-La-Persona e che un giorno forse sistemerò per benino facendola diventare qualcosa di più organico. PREOCCUPAZIONI PATERNE La prima cosa che ho chiesto all&#8217;infermiera quando l&#8217;ho presa in braccio a circa un&#8217;ora di [...]
per ora niente post simili]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Una lista senza un preciso ordine logico che tengo aperta dalla nascita di Lucrezia detta Lucris, Lou, Luke, Lù, Lulù, Luke-Sono-Tuo-Padre, Louie-Louie e Lei-La-Persona e che un giorno forse sistemerò per benino facendola diventare qualcosa di più organico.</p>
<p>PREOCCUPAZIONI PATERNE</p>
<ul>
<li>La prima cosa che ho chiesto all&#8217;infermiera quando l&#8217;ho presa in braccio a circa un&#8217;ora di vita è stata: <em>«Potrei avere dei germi sulla camicia?».</em></li>
</ul>
<p>IL SONNO DELLA RAGIONE</p>
<ul>
<li>La prima notte abbiamo dormito e abbiamo pensato che era troppo bello per essere vero. Infatti.</li>
</ul>
<p>I MIEI PRIMI GIORNI</p>
<ul>
<li>I primi tre giorni pensi seriamente al fatto che qualsiasi cosa, per Lei-Lucris, rientra nella categoria<em> &#8220;La prima volta che&#8221;</em> e vorresti fotografare, documentare e inventariare tutto. Ma passa subito.</li>
</ul>
<p>LE FONTI</p>
<ul>
<li>I siti che parlano di neonati sono molti ma quelli &#8220;attendibili&#8221; pochissimi. Mai digitare una domanda su Google nel cuore della notte, altrimenti si finisce su Yahoo Answers e lì, poi, iniziano i veri problemi&#8230;</li>
</ul>
<p>MONOGRAFIE NEONATALI</p>
<ul>
<li>Esiste un settore delle librerie dedicato ai neonati e ai loro genitori e ai loro nonni con tutte le possibili permutazioni: libri per madre-di-maschio, libri per padre-di-femmina, per fratello-di-femmina, <em>&#8220;Il manuale del super nonno&#8221;</em>, <em>&#8220;Bambini felici&#8221;</em>,<em> &#8220;Mamme felici&#8221;</em> (<em>&#8220;Padri felici&#8221;</em> non pervenuto. Verificare possibile segmento di mercato&#8230;).</li>
</ul>
<p>FULL OF LIFE</p>
<ul>
<li>Pochi giorni prima che nascesse ho finito <em>Full of Life</em> di John Fante ed è stata la migliore lettura che potessi fare per prepararmi all&#8217;evento.</li>
</ul>
<p>I CLICHE&#8217; NON SONO PIU&#8217; CLICHE&#8217;</p>
<ul>
<li><em>«L&#8217;importante è che stia bene»</em> diventa un mantra, una filosofia di vita.</li>
</ul>
<ul>
<li><em>«Fammi dormire solo un&#8217;altra mezz&#8217;ora»</em> anche.</li>
</ul>
<p>NON SIAMO IPOCONDRIACI MA VOGLIAMO IL TUO NUMERO</p>
<ul>
<li>Ci vorrebbe una legge che imponga ai pediatri di lasciare il loro cellulare ai neo genitori subito, alla prima visita.</li>
</ul>
<p>NUOVI NEGOZI</p>
<ul>
<li>Diventi un vero padre quando hai almeno una tessera Prénatal e chiedi consiglio a una commessa sul &#8220;miglior lettino da campeggio&#8221; (si chiama così ma è il box-prigione per neonati)</li>
</ul>
<p>ACQUANTI</p>
<ul>
<li>I neonati, nella fattispecie Lucris detta Lou, non hanno bisogno di bere acqua. A loro basta il latte. Ed è per questo che li chiamano<em> &#8220;lattanti&#8221;</em> (<em>«Ma siamo sicuri che non deve bere acqua?» «Ancora? Vuoi richiamare il pediatra?»</em>)</li>
</ul>
<p>SCARPE PER NEONATI MAI INDOSSATE</p>
<ul>
<li>Perché la gente compra scarpe-per-neonati visto che i neonati non le useranno mai? Vi ricordate il famoso calembour di Hemingway, il romanzo in sei parole? Oggi ho capito che in realtà era un romanzo comico:</li>
</ul>
<blockquote><p><em>In vendita: scarpe per neonato, mai indossate.</em></p></blockquote>
<p>PEDAGOGIA I</p>
<ul>
<li>Winnie The Pooh è il male e, in genere, tutti gli orsetti andrebbero proibiti prima del raggiungimento dell&#8217;adolescenza. Anche i gattini, ovvio.</li>
</ul>
<p>PEDAGOGIA II</p>
<ul>
<li>Il carillon con la musichetta di Winnie The Pooh alla 500esima volta che lo ascolti è una droga psichedelica che ti ipnotizza e mangia le tue cellule cerebrali.</li>
</ul>
<blockquote><p>SOL MI SOL FA SOL MI SOL FA (pausa) SOL FA MI RE DO</p>
<p>e poi ancora</p>
<p>SOL MI SOL FA SOL MI SOL FA (pausa) SOL FA MI RE DO</p>
<p>e ancora</p>
<p>SOL MI SOL FA SOL MI SOL FA (pausa) SOL FA MI RE DOOOO</p>
<p><em>ad libitum</em></p></blockquote>
<p>PEDAGOGIA III</p>
<ul>
<li>Ovvero: l&#8217;importanza di stabilire regole. Con i parenti. La prima è: <em>«Se la svegli poi te ne occupi tu»</em>.</li>
</ul>
<p>ECCO PERCHE&#8217; SI DICE &#8220;LA MANGEREI&#8221;</p>
<ul>
<li>A tre settimane di vita, Lei-Lù profuma di galatine. Galatine bianche. Una galatina di più di 3 chili.</li>
</ul>
<p>PEDAGOGIA IV</p>
<ul>
<li>A parte il carillon di cui è una vittima ignara, a quasi 4 settimane, Lucris dimostra interesse per Bob Marley (in particolare per <em><a title="Positive Vibration Bob Marley" href="http://youtu.be/ym4s9F4adDw" target="_blank">&#8220;Positive vibration&#8221;</a></em>) e per i concerti di Keith Jarrett (soprattutto quello di Koln, specialmente <a title="Keith Jarrett Koln Concert" href="http://youtu.be/_mlggwuwu7U" target="_blank">la parte seconda</a>). Incredibilmente non sembra apprezzare Joe Strummer e i Clash <em>«No, ok, va bene, niente più volume alto&#8230;»</em></li>
</ul>
<p>I PEANUTS NON ESISTONO</p>
<ul>
<li>I &#8220;grandi&#8221; e i &#8220;piccoli&#8221; sono solo categorie mentali. E la vita non funziona come nei Peanuts di Schultze. Maledetto Charlie Brown!</li>
</ul>
<p>BLACK NAPKINS</p>
<ul>
<li>I pannolini puzzano. Tanto. E sono sempre fonte di i(n)spirazione.</li>
</ul>
<p style="text-align: center;">
<p><a href="http://www.youtube.com/watch?v=_c-NMnYhM3Q">http://www.youtube.com/watch?v=_c-NMnYhM3Q</a></p></p>
<p>per ora niente post simili</p>]]></content:encoded>
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