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	<title>Revolutionine &#187; pavlov</title>
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	<description>ti complicherà la vita</description>
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		<title>Coincidenze e Rivoluzioni, canzoni da ascoltare al contrario e numeri 9</title>
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		<pubDate>Tue, 13 Sep 2011 19:20:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>diego</dc:creator>
				<category><![CDATA[cose che si vedono in giro]]></category>
		<category><![CDATA[Libri]]></category>
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		<category><![CDATA[storie vere]]></category>
		<category><![CDATA[Carla Vangelista]]></category>
		<category><![CDATA[Rivoluzione n.9]]></category>
		<category><![CDATA[Silvio Muccino]]></category>

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		<description><![CDATA[Ho scoperto oggi che l&#8217;ultimo libro Mondadori di Muccino-Vangelista promosso su Radio2 con un programma musical-adolescenzial-sentimentale iniziato qualche giorno fa si chiama &#8220;Rivoluzione n.9&#8220;. Nel programma si parla di musica &#8220;Anni 60 vs. Anni 90&#8243;: &#160; &#160; Nel libro, invece, c&#8217;è anche altro: sesso, amore e gioventù in due periodi diversi ma-poi-mica-tanto della nostra storia [...]
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</ol>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ho scoperto oggi che l&#8217;ultimo libro Mondadori di Muccino-Vangelista promosso su Radio2 con un programma musical-adolescenzial-sentimentale iniziato qualche giorno fa si chiama &#8220;<strong>Rivoluzione n.9</strong>&#8220;.</p>
<p>Nel programma si parla di musica <em>&#8220;Anni 60 vs. Anni 90&#8243;</em>:</p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: center;"><a title="Rivoluzione n.9 Radiodue" href="http://www.rai.it/dl/Radio2/articoli/ContentItem-8248276d-18bb-43da-b2e9-d79c325f6a0f.html?refresh_ce" target="_blank"><img class="size-full wp-image-5849 aligncenter" title="Rivoluzione N. 9 Radiodue" src="http://www.revolutionine.com/wp-content/uploads/2011/09/Rivoluzione-N.-9-Radiodue.jpg" alt="" width="451" height="196" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Nel libro, invece, c&#8217;è anche altro: sesso, amore e gioventù in due periodi diversi ma-poi-mica-tanto della nostra storia nazionale. Anni 60-90.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: center;"><a title="Rivoluzione n.9, il libro di Muccino e Vangelista" href="http://www.rivoluzionen9.it/" target="_blank"><img class="size-full wp-image-5850 aligncenter" title="Rivoluzione N. 9 libro" src="http://www.revolutionine.com/wp-content/uploads/2011/09/Rivoluzione-N.-9-libro.jpg" alt="" width="432" height="250" /></a></p>
<p style="text-align: center;">&nbsp;</p>
<p>Ora,</p>
<p>io lo so a cosa state pensando e, per evitare futuri e spiacevoli fraintendimenti, preferisco essere subito chiaro a costo di perdere qualche lettore:</p>
<ul>
<li>PUNTO UNO: sì, il riferimento è lo stesso (<em>Cavolo. Dannazione. Accidenti</em>). Parliamo, ovviamente, della &#8220;nona&#8221; dei Beatles: <em>Revolution number 9 -&gt; Revolution9 -&gt; Revolutionine -&gt; Rivoluzione n. 9</em> (anche se in realtà il sito Mondadori si chiama &#8220;<em><a title="Rivoluzionen9.it" href="www.rivoluzionen9.it">Rivoluzionen9.it</a></em>&#8221; con la &#8220;enne&#8221; alla fine)</li>
</ul>
<ul>
<li>DUE: il qui presente bloggetto, che leggete sempre più numerosi (<em>grazie, grazie, grazie</em>) prese il suo nome nel lontano giugno 2007 da un <a title="Revolutionine, il racconto, Diego Altobelli" href="http://www.facebook.com/note.php?note_id=131689380187352" target="_blank">vecchio raccontino</a> che – mi sembra ma potrei sbagliarmi –  partiva da un&#8217;idea simile legata al concetto di rivoluzione intesa come mutamento personale.</li>
</ul>
<p>Breve digressione sul Punto Due:</p>
<p>Per quanto riguarda il raccontino <em>&#8220;Revolutionine&#8221;</em> lì si parlava di un mutamento intimo e non collettivo ma ugualmente radicale nella vita di un paio di ragazzini un po&#8217; scemi che, in un pomeriggio del &#8217;79 provarono a resuscitare i morti facendo girare al contrario il <em>White Album</em> dei Beatles. Il raccontino faceva parte di una raccolta che – sì, esatto, di 9 racconti – utilizzava, per così dire, lo stesso &#8220;trucchetto pop&#8221;. Piccole linee narrative insomma, storie minime che, solo incidentalmente, sfioravano grandi rivoluzioni sociali, culturali e – naturalmente – musicali. Se irresistibilmente incuriositi, i raccontini li trovate dove sono sempre stati: nella pagina <em><a title="Revolution9" href="http://www.revolutionine.com/revolution9/" target="_blank">Revolution9</a></em> o sulla <a title="Revolutionine, i racconti" href="http://www.facebook.com/pages/Revolutionine/138737649469991?sk=notes" target="_blank">paginetta Facebook del blog</a>, liberamente leggibili e &#8220;protetti&#8221; da una licenza <em>Creative Commons</em> (la 2.5).</p>
<ul>
<li>PUNTO TRE (e questa è la parte più dura da accettare, lo so): non sono Silvio Muccino.</li>
</ul>
<p>&#8211;</p>
<p>Grazie a <a title="Valentina Di Chiara" href="http://miss-hyla.blogspot.com/" target="_blank">Vale</a> per la segnalazione mattutina.</p>
<p>&nbsp;</p>
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</ol></p>]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>Oggi le cantiamo così</title>
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		<pubDate>Sat, 16 Jul 2011 11:50:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>diego</dc:creator>
				<category><![CDATA[dischi volanti]]></category>
		<category><![CDATA[music is the best]]></category>
		<category><![CDATA[pavlov]]></category>
		<category><![CDATA[Il Visconte di Castelfombrone]]></category>
		<category><![CDATA[In un palco della scala]]></category>
		<category><![CDATA[La leggenda di Radames]]></category>
		<category><![CDATA[La senora del leon]]></category>
		<category><![CDATA[Marron glasses]]></category>
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		<category><![CDATA[Pietro Vughi il ciabattino]]></category>
		<category><![CDATA[Quartetto Cetra]]></category>
		<category><![CDATA[Un bacio a mezzanotte]]></category>
		<category><![CDATA[Vecchia America]]></category>
		<category><![CDATA[Virgilio Savona]]></category>

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		<description><![CDATA[Al di là del pessimo abbinamento cromatico della cover che non rende giustizia all&#8217;allegria delle canzoni (e quel palazzone bianco, le macchine parcheggiate, la borsa di Lucia appoggiata per terra, la giacca color ruggine&#8230;), il disco è di una bellezza da lasciare senza fiato. Oggi le cantiamo così è una compilation, è vero, ma è una [...]
per ora niente post simili]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Al di là del pessimo abbinamento cromatico della cover che non rende giustizia all&#8217;allegria delle canzoni (e quel palazzone bianco, le macchine parcheggiate, la borsa di Lucia appoggiata per terra, la giacca color ruggine&#8230;), il disco è di una bellezza da lasciare senza fiato.</p>
<p><em>Oggi le cantiamo così </em>è una compilation, è vero, ma è una compilation del Quartetto voluta dal Quartetto. Una compilation ufficiale insomma.</p>
<p style="text-align: center;"><img class="size-full wp-image-5694 aligncenter" title="Quartetto Cetra LP - Oggi le cantiamo così" src="http://www.revolutionine.com/wp-content/uploads/2011/07/Quartetto-Cetra-LP-Oggi-le-cantiamo-così.jpg" alt="Quartetto Cetra, Virgilio Savona, Oggi le cantiamo così, LP; disco, Diego Altobelli" width="363" height="269" /></p>
<p>Le vecchie canzoni degli anni &#8217;40 &#8211; &#8217;50 sono state scelte e &#8220;rimontate&#8221; dai Cetra nel 1975 con arrangiamenti swing-jazz-foxtrot avvolgenti. Perfetti.</p>
<p>Lo so,</p>
<p>magari avete già ascoltato le canzoni del Quartetto e magari pensate pure che sono un gran bel gruppetto, ma non basta.</p>
<p>Quello che si sostiene qui è che il Quartetto Cetra (e, in particolare, Virgilio Savona, quello con gli occhialoni&#8230;) è uno dei gruppi italiani più importanti e decisivi per la costruzione del nostro immaginario sia dal punto di vista musicale che delle storie raccontate nelle canzoni.</p>
<p>I Cetra sono i nostri Beatles e Virgilio Savona il nostro Buddy Holly (anche un po&#8217; George Gershwin se vogliamo&#8230;).</p>
<p>e, per quanto mi riguarda</p>
<p>le sperimentazioni musicali dei Cetra (sempre divertenti e &#8220;pop&#8221; nel significato etimologico del termine) sono molto vicine a quelle di un altro gigante della composizione: Frank Zappa.</p>
<p>(affermazione che prima o poi troverò anche il tempo e il modo di dimostrare)</p>
<p>Intanto però vi racconto la trama delle canzoni del disco.</p>
<p>A volte sono piccoli atti unici. A volte racconti. A volte film che è possibile seguire con panoramiche, primi piani e dissolvenze.</p>
<p>Avvio il giradischi e scrivo due righe su ogni canzone mentre scorrono, così non sono troppo prolisso.</p>
<p>Si parte.</p>
<p>Lato A, prima canzone, scricchiolio della puntina&#8230;</p>
<ul>
<li><strong><em>IL VISCONTE DI CASTELFOMBRONE</em></strong></li>
</ul>
<p>Un duello di fine &#8217;800 con guanto scagliato, padrini, visconti fifoni e baroni sbruffoni che sembrano usciti pari pari da un libro di Calvino (ma chissà&#8230; forse è più plausibile il contrario&#8230;)</p>
<p>Splendido l&#8217;incipit con una divertente quanto surreale forma di apocope:</p>
<blockquote><p><em>Il visconte di Castelfombrone, cui Buglione fu antenat, </em></p>
<p><em> </em><em>ha sfidato il conte di Lomanto, ed il guanto gli ha gettat</em></p></blockquote>
<p>(non preoccupatevi: non ricordavo che la figura retorica fosse l&#8217;apocope, ho dovuto <a title="Apocope" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Apocope" target="_blank">cercarla</a>&#8230;)</p>
<p>E l&#8217;epilogo, con quel <em>&#8220;sapette/accadette&#8221; </em>che mi fa ridere ogni volta che lo sento:</p>
<blockquote><p><em>Questo comparve su per le gazzette, </em></p>
<p><em> </em><em>poi si sapette quel che accadette:</em></p>
<p><em> </em><em>due graffi lievi e una scalfittura,</em></p>
<p><em> tanta paura ed un pranzo al ristorant!</em></p></blockquote>
<p>Seconda canzone:</p>
<ul>
<li><em><strong>LA LEGGENDA DI RADAMES</strong></em></li>
</ul>
<p>Il<em> &#8220;prode&#8221; </em>Radames <em>&#8220;pieno di quattrini&#8221;</em>, vuole sposare Aida. I genitori di lei sarebbero contrari ma poi la madre acconsente per via dei <em>&#8220;din din&#8221;</em>.</p>
<p>Praticamente stessa struttura melodica di <em>Mister Paganini</em> di Natalino Otto.</p>
<ul>
<li><em><strong>PIETRO VUGHI IL CIABATTINO</strong></em></li>
</ul>
<p>La vera storia del boogie-woogie nato grazie a un ciabattino che si pesta le dita e canta un ritmo ossessivo che un <em>&#8220;maestro che passava di là&#8221;</em> pensa bene di rubargli.</p>
<p>Nell&#8217;epilogo il ciabattino, ignaro, continua a ricantare qualsiasi cosa, anche la gazza ladra di Rossini in versione sincopata.</p>
<p>Sono quasi sicuro che sia il primo boogie-woogie italiano (è del 1944).</p>
<ul>
<li><strong><em>GIANNI E ALICE</em></strong></li>
</ul>
<p>Gianni e Alice sono due cappelli in una vetrina di un grande magazzino. Lui è innamorato di lei ma lei un giorno viene portata via per <em>&#8220;lire duemila e tre&#8221;</em>.</p>
<p>Quando finalmente qualcuno acquista Gianni lui se ne va in giro per la città chiedendo a tutti di Alice. Trascinato dal vento vola per le strade e viene pure calpestato finché un cocchiere lo raccoglie, ormai logoro e vecchio, e lo mette in testa a uno dei suoi due ronzini.</p>
<p>Un po&#8217; demoralizzato (e vorrei vedere) Gianni si gira e trova – colpo di scena – Alice sulla testa dell&#8217;altro cavallo.</p>
<ul>
<li><em><strong>LA SENORA DEL LEON</strong></em></li>
</ul>
<p>Surreale samba-filastrocca.</p>
<p>Avete presente le canzoncine compilative che si cantavano agli scout? Ecco. Ci sono domande e risposte basate su questo nucleo semantico:</p>
<blockquote><p><em>Oggi ho visto un leon che non era un leon</em></p></blockquote>
<p>E sulla legittima domanda retorica che scaturisce dall&#8217;affermazione precedente:</p>
<blockquote><p><em>E allora chi era?</em></p></blockquote>
<p>Segue dettagliata lista analitica di tutti gli oggetti femminili che indossa questo presunto<em> &#8220;leon&#8221;</em> per capire chi sia, fino al climax finale.</p>
<p>Se non era il leon chi era?</p>
<p>Esatto, era la <em>&#8220;senora del leon&#8221; </em>del titolo.</p>
<p>Lato A finito.</p>
<p>Giro il disco.</p>
<ul>
<li><strong><em>NELLA VECCHIA FATTORIA</em></strong></li>
</ul>
<p>Un classico.</p>
<p>Se pensate di conoscere a memoria quest&#8217;altra canzone &#8220;compilativa&#8221; (cover di <em>Old McDonald Had a Farm </em>ricantata anche da Nat King Cole) che sale sempre di un semitono a ogni strofa in un vortice che alla<em> &#8220;tromba AUA tromba AUA tro-tro-tromba AUA&#8221;</em> diventa psichedelia, dovete ascoltare questa versione foxtrot che vi farà divertire, sorridere e dimenticare il fatto che l&#8217;avete già sentita 10 milioni di volte da quando siete nati.</p>
<p>Per i maniaci: ad alzare ogni strofa di un semitono fu proprio il Quartetto che aggiunse anche l&#8217;incipit al testo adattando così la canzone americana e non traducendola letteralmente.</p>
<ul>
<li><strong><em>VECCHIA AMERICA</em></strong></li>
</ul>
<p>L&#8217;epos del west americano che esiste nell&#8217;immaginario di<em> &#8220;quando Al Jolson canticchiava e Frank Sinatra era bambino&#8230;&#8221;</em>.</p>
<p>Il testo e la musica, in questo caso, è di un altro genio dell&#8217;intrattenimento italiano: Lelio Luttazzi.</p>
<p>I generi musicali che attraversa questa canzone sono decine e si passa dallo swing al foxtrot con brusche variazioni di tono, velocità e melodia con la musica che segue fedelmente il significato di ogni singola frase.</p>
<ul>
<li><em><strong>LA CANZONE DELL&#8217;ASCENSORE</strong></em></li>
</ul>
<p>Sempre all&#8217;interno di un grande magazzino, una signora cerca<em> &#8220;una certa cosa&#8221;</em> che non sa spiegare e un paziente commesso le mostra diversi reparti finché non si scopre a quale settore è interessata: al <em>&#8220;Reparto marito ideal&#8221;</em>.</p>
<p>Il commesso ha a disposizione ben 3 <em>&#8220;esemplari&#8221; </em>tra cui scegliere, ovviamente i 3 Cetra maschi: Virgilio, Felice e Tata.</p>
<p>Una battuta del commesso: <em>&#8220;Glielo mando a casa o lo consuma qui?&#8221;</em></p>
<p>Ma niente paura, siamo nel &#8217;51 e l&#8217;epilogo è: fiori &#8211;&gt; chiesetta &#8211;&gt; matrimonio, con comprensibile soddisfazione dell&#8217;acquirente.</p>
<ul>
<li><strong><em>IN UN PALCO DELLA SCALA</em></strong></li>
</ul>
<p>Seduti nel<em> &#8220;vecchio palco della scala&#8221;</em> vediamo, in soggettiva, il pubblico milanese del &#8217;93 (1893) e ascoltiamo una compilation di hit liriche tra le quali:</p>
<blockquote><p><em>&#8220;Celeste Aida&#8221;</em>, <em>&#8220;Bella figlia dell&#8217;amore&#8221;</em>, <em>&#8220;Un bel dì vedremo&#8221;</em>, <em>&#8220;Amami Alfredo&#8221;</em>.</p></blockquote>
<p>Scorre tutto il cartellone della Scala: Verdi, Toscanini, Bizet&#8230;</p>
<p>E nonostante cambi il mondo e i gusti musicali e arrivino le<em> &#8220;novità&#8221;</em>:</p>
<blockquote><p><em>&#8230;ancora vola e va,</em> <em>la musica dei tempi più lontani&#8230;</em></p></blockquote>
<p>Tutto cambia, insomma, tranne quel vecchio palco della scala del gennaio del &#8217;93.</p>
<p>Una canzone dal sapore proustiano con tanto di<em> madelaine </em>(nel caso specifico: <em>&#8220;marsala&#8221;</em> e<em> &#8220;marron glasses&#8221;</em>).</p>
<p>Ogni volta che arriva il momento della <em>&#8220;fioraia della Scala&#8221;</em> che regala i <em>&#8220;mazzolini di pansee&#8221;</em> mi viene da piangere e non posso farci niente.</p>
<ul>
<li><em><strong>UN BACIO A MEZZANOTTE</strong></em></li>
</ul>
<p>L&#8217;esempio di come anche utilizzando rime &#8220;semplici&#8221; come<em> &#8220;amar&#8221;</em> e<em> &#8220;sognar&#8221;</em> sia possibile costruire un testo complesso e ricco di spunti interessanti.</p>
<p>Perché uno non dovrebbe fidarsi di un bacio a mezzanotte?</p>
<p>Per via della luna e della <em>&#8220;stelle galeotte&#8221;</em>.</p>
<p>Mi son sempre chiesto se il soggetto della canzone fosse un Lui che mette in guardia una Lei dai pericoli degli amori &#8220;notturni&#8221; oppure un Lui innamorato già vittima della luna e delle stelle di mezzanotte.</p>
<p>Chissà.</p>
<p>Magari l&#8217;ascolto di nuovo e poi vi dico.</p>
<p style="text-align: center;">&nbsp;</p>
<p style="text-align: center;">
<p><a href="http://www.youtube.com/watch?v=Qe3su8R1eRg">http://www.youtube.com/watch?v=Qe3su8R1eRg</a></p>
</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>per ora niente post simili</p>]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Ray Charles contro gli imbattibili smacchiatori omino bianco</title>
		<link>http://www.revolutionine.com/2011/06/12/ray-charles-contro-gli-imbattibili-smacchiatori-omino-bianco/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=ray-charles-contro-gli-imbattibili-smacchiatori-omino-bianco</link>
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		<pubDate>Sun, 12 Jun 2011 06:30:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>diego</dc:creator>
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		<category><![CDATA[pavlov]]></category>
		<category><![CDATA[piccole polemiche]]></category>
		<category><![CDATA[SEO]]></category>
		<category><![CDATA[Hallelujah I Love Her So]]></category>
		<category><![CDATA[Ray Charles]]></category>

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		<description><![CDATA[Ma non si può fare qualcosa per migliorare gli algoritmi che selezionano le pubblicità sui video di you tube dannazione? Pronti? Ray Charles contro gli imbattibili smacchiatori omino bianco (persino-in-acqua-fredda-roba-da-matti) Ray Charles, e il latte del benessere con la &#8220;b&#8221; maiuscola ribadisco-roba-da-matti. In ogni caso la canzone è una delle mie preferite del vecchio Ray [...]
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</ol>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ma non si può fare qualcosa per migliorare gli algoritmi che selezionano le pubblicità sui video di you tube dannazione?</p>
<p>Pronti?</p>
<p><em>Ray Charles contro gli imbattibili smacchiatori omino bianco (persino-in-acqua-fredda-roba-da-matti)</em></p>
<p style="text-align: center;"><img class="size-full wp-image-5476 aligncenter" title="Ray Charles Halleluiah I Love Her So Omino Bianco" src="http://www.revolutionine.com/wp-content/uploads/2011/06/Ray-Charles-Halleluiah-I-Love-Her-So-Omino-Bianco.jpg" alt="" width="397" height="284" /></p>
<p style="text-align: center;"><em>Ray Charles, e il latte del benessere con la &#8220;b&#8221; maiuscola ribadisco-roba-da-matti.</em></p>
<p style="text-align: center;"><img class="size-full wp-image-5477 aligncenter" title="Ray Charles Halleluiah I Love Her So Latte funzionale" src="http://www.revolutionine.com/wp-content/uploads/2011/06/Ray-Charles-Halleluiah-I-Love-Her-So-Latte-funzionale.jpg" alt="" width="398" height="302" /></p>
<p>In ogni caso</p>
<p>la canzone è una delle mie preferite del vecchio Ray anzi, una delle mie preferite in assoluto di-quando-ero-alle-elementari (era nella cassetta del <em><a title="Festival di Monterey 1967" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Festival_di_Monterey" target="_blank">Festival pop di Monterey del &#8217;67</a> </em>insieme ad altri capolavori assoluti).</p>
<p>Solo che adesso non ricordo più perché avevo deciso di postarla oggi.</p>
<p>Maledizione.</p>
<p style="text-align: center;">
<p><a href="http://www.youtube.com/watch?v=HCc4y_2EZLs">http://www.youtube.com/watch?v=HCc4y_2EZLs</a></p></p>
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</ol></p>]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>Due cose sul libro di Luca Sofri e un breve elenco personale per un paese di cui essere fieri</title>
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		<pubDate>Sun, 01 May 2011 18:48:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>diego</dc:creator>
				<category><![CDATA[Libri]]></category>
		<category><![CDATA[pavlov]]></category>
		<category><![CDATA[sulla complessità di certi rapporti]]></category>
		<category><![CDATA[Luca Sofri]]></category>
		<category><![CDATA[Un grande paese]]></category>

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		<description><![CDATA[Ho finito da una settimana il libro di Luca Sofri, giusto il tempo di un&#8217;andata e ritorno Roma-Milano. Mi è piaciuto? Molto. Lo consiglierei? Sì. Perché? Per numerosi motivi che vanno dalla piacevolezza della lettura all&#8217;intensità dei temi trattati, dal respiro internazionale alla semplicità &#8220;rivoluzionaria&#8221; delle argomentazioni e, a volte, delle soluzioni proposte. Perché è [...]
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</ol>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ho finito da una settimana il libro di Luca Sofri, giusto il tempo di un&#8217;andata e ritorno Roma-Milano.</p>
<p>Mi è piaciuto? Molto.</p>
<p>Lo consiglierei? Sì.</p>
<p>Perché?</p>
<p>Per numerosi motivi che vanno dalla piacevolezza della lettura all&#8217;intensità dei temi trattati, dal respiro internazionale alla semplicità &#8220;rivoluzionaria&#8221; delle argomentazioni e, a volte, delle soluzioni proposte.</p>
<p>Perché è il libro di <a title="Wittgenstein, il blog di Luca Sofri" href="http://www.wittgenstein.it/" target="_blank">un giornalista italiano che ammiro</a> (se interessa c&#8217;è anche un <a title="Un grande paese" href="http://www.ungrandepaese.it/" target="_blank">blog dedicato</a>)</p>
<p>Perché è divertente. Il che non è scontato visto che, in fin dei conti, è un saggio politico.</p>
<p style="text-align: center;"><a title="Un grande paese, di Luca Sofri" href="http://www.anobii.com/books/Un_grande_paese/9788817035613/010e7d3c4a068c1c0a/" target="_blank"><img class="size-full wp-image-5215" title="Un grande paese Luca Sofri" src="http://www.revolutionine.com/wp-content/uploads/2011/05/Un-grande-paese-Luca-Sofri.jpg" alt="Luca Sofri, Un grande paese, L'Italia tra vent'anni e chi la cambierà" width="232" height="327" /></a></p>
<p>Il libro è ricco di piccole e grandi idee su come rendere migliore il rapporto con noi stessi, con l&#8217;Italia, l&#8217;universo-e-tutto-quanto.</p>
<p>Perché, si chiede Sofri in uno dei leit motive del libro, quando Obama parla agli americani puntando sull&#8217;orgoglio nazionale tutti provano empatia mentre da noi, se un politico facesse discorsi del genere, al massimo, proveremmo imbarazzo?</p>
<p>Perché, insomma, non possiamo avere anche noi un paese di cui &#8220;essere contenti&#8221;?</p>
<p>C&#8217;è un passaggio, molto &#8220;pop&#8221; (il termine è brutto ma rende l&#8217;idea) in cui Sofri elenca i motivi per cui vale la pena essere italiani.</p>
<p>Copio/incollo da pag. 38 del libro:</p>
<blockquote><p>Da noi la dissociazione tra i simboli del patriottismo istituzionale e la cultura popolare contemporanea è assai più vistosa: pensate solo all&#8217;elmo di Scipio. «Le porga la chioma.» Mi faccia il favore.</p>
<p>Ma ognuno ha una sua lista di cose «italiane»: io senza pensarci troppo ci metterei per esempio i versi «L&#8217;amore che strappa i capelli è perduto ormai» di Fabrizio De André, la stazione di Santa Maria Novella, i fumetti di Gipi, la lettera d&#8217;addio di Gabrile Cagliari, Giovanni Soldini quando andò a prendere Isabelle Autissier, Giorgio Ambrosoli, Alex Langer, gli «angeli del fango» dell&#8217;alluvione fiorentina, quel «Pazienza» scritto in italino da Rudolf Levy. E anche quella benedetta finale, per l&#8217;urlo di Tardelli e per quello di Nando Martellini.</p>
<p>Ovvero, si può costruire e dare forza a un patriottismo proprio, sia personale che collettivo, ma non per questo meno vero e spassionato, da opporre – da sovrapporre, anzi – a quello solenne, datato, retoico, a volte trombone a volte sincero di chi pretende che l&#8217;amor patrio passi solo per la bandiera, Carlo Cattaneo, il nostro-bel-Rinascimento-che.tutto-il-mondo-c&#8217;invidia ed espressioni come «l&#8217;amor patrio»? E si può farne un nuovo promettende germoglio di «identità nazionale»? Si può? Si può sentirsi estranei al centocinquantennale dell&#8217;Italia ma non all&#8217;Italia?</p></blockquote>
<p>E allora, ecco la mia personalissima lista con le prime cose che mi vengono in mente<em> &#8220;senza-pensarci-troppo&#8221;</em> quando penso &#8220;sono orgoglioso di essere italiano&#8221;:</p>
<ul>
<li>Una foto di mio nonno ventenne che sorride felice in mezzo ad altri operai mentre costruiscono un pezzo di ferrovia a Koln, in Germania, all&#8217;inizio degli anni 50.</li>
</ul>
<ul>
<li>Il mare di Terracina negli anni &#8217;80 con il jukebox, le canzoni di Giuni Russo e il gelato del pomeriggio dopo l&#8217;ultimo bagno.</li>
</ul>
<ul>
<li>Il Si modificato di mio cugino.</li>
</ul>
<ul>
<li>La politica fatta in paese con i cartelloni in piazza e le riunioni al bar.</li>
</ul>
<ul>
<li>La mia prima macchina da scrivere. Olivetti.</li>
</ul>
<ul>
<li>Mio padre che mi accompagna a ritirare la prima carta di identità e la scritta &#8220;professione: studente&#8221;.</li>
</ul>
<ul>
<li>Il barocco.</li>
</ul>
<ul>
<li>Quella volta che, facevo le medie, a un campeggio internazionale vincemmo gli scout francesi. Ancora ci godo.</li>
</ul>
<ul>
<li>Le lettere dal carcere di Gramsci.</li>
</ul>
<ul>
<li>Silvana Mangano che balla in Riso Amaro.</li>
</ul>
<ul>
<li>La supercazzola prematurata con lo scappellamento a destra.</li>
</ul>
<ul>
<li>Quando Clint Eastwood dice che deve tutto a Sergio Leone.</li>
</ul>
<ul>
<li>Totò.</li>
</ul>
<ul>
<li>Frank Zappa che canta <em>&#8220;Tengo &#8216;na minchia tanta&#8221;</em></li>
</ul>
<ul>
<li>Quando in una piazza, a Vienna, ho ascoltato le nozze di figaro di Mozart circondato da austriaci e tedeschi che canticchiavano le parole dell&#8217;opera. In italiano.<em><br />
</em></li>
</ul>
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		<title>L&#8217;ateo e gli eschimesi, i pesci, l&#8217;acqua e il senso di un&#8217;educazione umanistica</title>
		<link>http://www.revolutionine.com/2011/03/20/lateo-e-gli-eschimesi-i-pesci-lacqua-e-il-senso-di-uneducazione-umanistica/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=lateo-e-gli-eschimesi-i-pesci-lacqua-e-il-senso-di-uneducazione-umanistica</link>
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		<pubDate>Sun, 20 Mar 2011 11:15:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>diego</dc:creator>
				<category><![CDATA[citazioni]]></category>
		<category><![CDATA[Infinite Wallace]]></category>
		<category><![CDATA[pavlov]]></category>
		<category><![CDATA[Ben Affleck]]></category>
		<category><![CDATA[David Foster Wallace]]></category>
		<category><![CDATA[Kenyon College]]></category>
		<category><![CDATA[Questa è l'acqua]]></category>
		<category><![CDATA[Roberto Natalini]]></category>
		<category><![CDATA[The Town]]></category>

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<p>Un tizio avanti con l&#8217;età, magrolino e un po&#8217; trasandato è in piedi e racconta l&#8217;aneddoto dell&#8217;ateo e dell&#8217;eschimese:</p>
<blockquote><p>Ci sono due tizi che siedono insieme al bar in un posto sperduto e selvaggio in Alaska.</p>
<p>Uno dei due tizi è credente, l’altro è ateo, e stanno discutendo sull’esistenza di Dio, con quell’intensità particolare che si stabilisce più o meno dopo la quarta birra. E l’ateo dice: <em>“Guarda, non è che non abbia ragioni per non credere. Ho avuto anche io a che fare con quella roba di Dio e della preghiera. Proprio un mese fa mi sono trovato lontano dal campo in una terribile tormenta, e mi ero completamente perso e non riuscivo a vedere nulla, e facevano 45 gradi sotto zero, e così ho provato: mi sono buttato in ginocchio nella neve e ho urlato ‘Oh Dio, se c’è un Dio, mi sono perso nella tormenta, e morirò tra poco se tu non mi aiuterai’.”</em></p>
<p>E a questo punto, nel bar, il credente guarda l’ateo con aria perplessa <em>“Bene, allora adesso dovrai credere”</em> dice, <em>“sei o non sei ancora vivo?” </em></p>
<p><em> </em>E l’ateo, alzando gli occhi al cielo<em> “Ma no, è successo invece che una coppia di eschimesi, che passava di lì per caso, mi ha indicato la strada per tornare al campo.”</em></p></blockquote>
<p>Questa storiella, molto profonda nonché ambivalente nella morale (dipende da che punto di vista la si osserva), è presente nel discorso che David Foster Wallace tenne durante la cerimonia per il conferimento delle lauree al Kenyon College. Il 21 maggio 2005.</p>
<p>Ecco, se non conoscete ancora DFW seguite il link e leggete questo suo splendido, divertente e commovente discorso agli studenti.</p>
<p>Sono 6 pagine.</p>
<p style="text-align: center;"><em><a href="http://www.scribd.com/full/45895959?access_key=key-1jnca37z7jgwh8iq8wdx" target="_blank">David Foster Wallace &#8211; Kenyon Commencement</a></em></p>
<p>Come con le canzoni preferite io ci torno sopra ogni tanto e, ogni volta, mi emoziono quando leggo del senso profondo dell&#8217;educazione umanistica nelle nostre vite concrete, pratiche, materiali.</p>
<blockquote><p>&#8230;lo stereotipo dell’educazione umanistica che vi <em>“insegna a pensare”</em> è in realtà solo un modo sintetico per esprimere un’idea molto piu significativa e profonda: <em>“imparare a pensare”</em> vuol dire in effetti imparare a esercitare un qualche controllo su come e cosa pensi.</p>
<p>Significa anche essere abbastanza consapevoli e coscienti per scegliere a cosa prestare attenzione e come dare un senso all’esperienza.</p></blockquote>
<p style="text-align: left;"><em></em>La traduzione è di Roberto Natalini e, per una serie di motivi che non sto qui ad annoiarvi, la preferisco alle altre che trovate nelle librerie.</p>
<p style="text-align: left;">Se preferite averlo cartaceo, invece, Einaudi ha pubblicato il discorso al Kenyon College in <em><a href="http://www.anobii.com/books/Questa_è_lacqua/9788806199692/0164f0254a7d1dca1a/" target="_blank">Questa è l&#8217;acqua</a></em>.</p>
<p>Tornando alle corrispondenze con Ben Affleck non si può non citare, per concludere, la divertente telefonata che DFW ebbe con Gus Van Sant.</p>
<p>In quella telefonata i due parlarono anche della sceneggiatura di <em>Will Hunting &#8211; Genio ribelle </em>opera di due giovanissimi attori: Ben Affleck e Matt Damon.</p>
<p>Mi piace pensare che Ben Affleck abbia restituito l&#8217;apprezzamento di Wallace <img src='http://www.revolutionine.com/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' /> </p>
<blockquote><p><em><strong>DAVID FOSTER WALLACE: [...] Era la prima sceneggiatura che hanno scritto?<br />
GUS VAN SANT</strong>: Sì, la prima </em></p>
<p><em><strong>DFW: E’ una cosa che ha dell’incredibile.<br />
GVS</strong>: Ed erano pure incredibilmente giovani, all’epoca avevano tipo 22 e 24 anni. </em></p>
<p><em><strong>DFW: Davvero? Bastardi!<br />
GVS</strong>: Lo so è pazzesco. […] Tu hai degli studenti così ai tuoi corsi?</em></p></blockquote>
<p>La trascrizione integrale della telefonata la trovate sul sito di <a href="http://www.minimumfax.com/libri/speciali/156/3" target="_blank">minimumfax</a>.<em><br />
</em></p>
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</ol></p>]]></content:encoded>
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