“Il talento non è altro che facoltà d’imparare”
Grazie a mirata segnalazione serale (grazie Raffa), scopro che cosa pensava Leopardi del talento.
In sintesi
Il talento non è innato (per fortuna) e tutto può essere acquisito tramite esercizio (meno male).
Conclusione
La miglior ricchezza di un creativo dovrebbe essere, sempre, la “facoltà di imparare” e la capacità di “assuefarsi”.
Il talento non è altro che facoltà d’imparare, cioè di attendere e di assuefarsi.
Per imparare intendo anche le facoltà d’inventare, di pensare, di sentire, di giudicare, ec.
Nessuno impara le sue proprie invenzioni, pensieri, sentimenti o i giudizi particolare ch’egli porta, ma impara a farlo e non lo può fare se non l’ha imparato, e se non ha acquistato con maggiore o minore esercizio e copia di sensazioni, cioè di esperienze, queste tali facoltà che paiono affatto innate, e non realmente acquisite più o meno facilmente.
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Nella mente nostra non esiste originariamente nessuna facoltà, neppur quella di ricordarsi. Bensì ell’è disposta in maniera che le acquisita, alcune più presto, altre più tardi, mediante l’esercizio.
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(Zibaldone di pensieri, Mondadori 1999, Vol. II: 599)
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