Alla Fiera del Libro di Torino Minimum Fax ha ricordato David Foster Wallace invitando Giole Dix a leggere alcuni estratti di Una cosa divertente che non farò mai più.

Su Blogosfere un estratto:

“In queste crociere extralusso di massa c’è qualcosa di insopportabilmente triste. Come la maggior parte delle cose insopportabilmente tristi, sembra che abbia cause inafferrabili e complicate ed effetti semplicissimi: a bordo della Nadir -- soprattutto la notte, quando il divertimento organizzato, le rassicurazioni e il rumore dell’allegria cessavano -- io mi sentivo disperato. Ormai è una parola abusata e banale, disperato, ma è una parola seria, e la sto usando seriamente. Per me indica una semplice combinazione -- uno strano desiderio di morte, mescolato a un disarmante senso di piccolezza e futilità che si presenta come paura della morte. Ma non è neanche questo. E’ più come avere il desiderio di morire per sfuggire alla sensazione insopportabile di prendere coscienza di quanto si è piccoli e deboli ed egoisti e destinati senza alcun dubbio alla morte. E viene voglia di buttarsi giù dalla nave.”

(David Foster Wallace, Una cosa divertente che non farò mai più: pag. 13)

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