“who you are, where you are and what you like” (cit.)

Bel video e ottima ricostruzione anche se, a livello intimamente esistenziale credo che Facebook oggi sappia ancora meglio di Google “chi sei e cosa ti piace fare”.

C’è un modo, però, per evitare che i più cupi timori “tecnofobici” si realizzino –  ”Utente, sono tuo padre!” –  ovvero: prestare attenzione quando decidiamo di immettere dati, preferenze e pensieri intimi (nonché jpg) nei nostri profili pubblici. Ché se prima carichiamo con disinvoltura su Facebook (o Orkut o Buzz che sia) le nostre cose più imbarazzanti senza curarci di leggere la pagina delle impostazioni sulla privacy, poi è inutile tirare in ballo il Grande Fratello Che Controlla Le Nostre Vite.

visto qui


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