I miei paradossi preferiti sono, da sempre, il “Paradosso di Achille e la tartaruga” (forse il primo in cui mi sono imbattuto), il “Paradosso del nonno” (ovvero uno dei topos fondamentali dei viaggi nel tempo) e il “Paradosso di Russell“, noto anche come “Paradosso del barbiere” (in realtà è più un’antinomia che un paradosso) ampiamente presente (e originalmente risolto/a) da David Foster Wallace nel suo primo romanzo La scopa del sistema (sintetizzo brutalmente: il barbiere non potendo scegliere si fa esplodere la testa con un fucile).

Questa mattina mi sono imbattuto nel “Paradosso di Pinocchio”: “il mio naso crescerà adesso”. Chissà se dice la verità…

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