Some Like It Marshmellow
Ieri sera Matteo mi diceva che la strada dove abita, a Parigi, è ricca di negozi incredibili: un rivenditore austriaco di Loden, una libreria quebechiana, una pasticceria di marshmellow…
Siccome abbiamo letto entrambi (quasi contemporaneamente) Infinite Jest di Wallace, abbiamo fantasticato molto sulla Librairie du Québec visto che, tra l’altro, ormai utilizziamo Infinite Jest come una sorta di I-Ching (è molto divertente, dovreste provarci).
“Un negozio di Loden, una libreria quebechiana… praticamente vivi sul set di un film di Billy Wilder un momento: una pasticceria che produce solo marshmellow?“
“Sì e credo che tu possa anche commissionare un gusto tuo personale (che so: chinotto? amaro lucano?…)”
Ed ecco che Matteo stamattina esce di casa e, dopo aver oltrepassato la Librairie du Québec si ferma e scatta una foto a questi splendidi e letali parallelepipedi di zucchero. Colorati, multigusto e irresistibili. Ma letali.
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gennaio 25th, 2010
Senti questa che ti piace di sicuro: nel lontano 2005 vado a un workshop allo IUAV di Venezia con lo staff creativo Åbäke. Il loro esperimento si chiama Bridge it (in onore di Brigitte Bardot) e consiste nel creare un ponte (bridge) tra i partecipanti collegando la specialità di ognuno. Capito in coppia con un’amica la cui maggiore passione sono i Marshmellow. Io ovviamente porto con me i miei aneddoti sui Beatles e immediatamente penso a “Lucy in the sky with diamonds”. Compriamo 20 pacchetti di Marshmellow e li componiamo su un enorme vassoio fino a formare in azzurro su sfondo la rosa la scritta LSD. La “marshmellow pie” è stata l’attrazione della serata, spazzolata in due nanosecondi. E sorpresa: sul vassoio di carta bianca c’era la scritta THE BEATLES!
gennaio 25th, 2010
wow. sono senza parole. è una storia di arte-musica-e-marshmellow bellissima.
Che poi “marshmellow pie” potrebbe benissimo essere una canzone del vecchio Paul.
Saluti a elevato tasso di trigliceridi