Ho appena finito di vedere un vecchio film poliziottesco degli anni ‘70: A tutte le auto della polizia, di Mario Caiano con Gabriele Ferzetti, Enrico Maria Salerno e Antonio Sabato.

A tutte le auto della polizia, Mario Caiano

Ecco la trama: una liceale di “buona” famiglia che abita in una città “tranquilla” e tra “bella gente” viene rinvenuta morta in un lago. Chi sarà stato a ucciderla?

Le indagini tentano di far luce sull’insolito omicidio e l’investigatore, seguendo false piste, apre uno squarcio su una realtà borghese ricca di ipocrisie, droghe pesanti (hashish giallo e cocaina), prostituzione, gioco d’azzardo, compagne di classe doppiogiochiste nonché, a loro volta, dedite a vizi come droga, sesso, ecc.

Nel frattempo le persone che sapevano qualcosa sulla bella ragazza cominciano, una a una, a fare una brutta fine o comunque a mostrarsi per quello che sono cioè persone dedite a vizi come droga, sesso, ecc.

La colonna sonora è a base di basso e chitarra.

Il poliziotto che segue le indagini è un po’ strano e, a volte, parla pure da solo.

Il papà della ragazza ha la barba ed è molto misterioso.

La mamma è praticamente in trance dall’inizio alla fine della storia.

Praticamente Mario Caiano (il regista del film) ha girato a Roma, senza saperlo, Twin Peaks 15 anni prima di Lynch.

Una curiosità: Mario Caiano è anche il regista – sotto pseudonimo – dei Racconti di Viterbury – le più allegre storie del ‘300 un softerotico pecoreccio a dir poco cult.

La locandina del film l’ho presa su mymovies.

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