Lago Film Fest #16 (impressioni di un finalista come tanti)
SABATO 1 AGOSTO (SERA)
LFF: LA PREMIAZIONE
Torniamo da Nonna Anna e ci fermiamo a parlare con il proprietario che spiega a Raffa (che è una professoressa) come dovrebbe essere un’ottima professoressa. Lo seguo poco. Sono in piena fase pre-festival. Voglio uscire.
Ceniamo con Edda e gli altri nella solita pizzeria e andiamo in riva al lago a prendere posto.
Un’ora e conosceremo i nomi di tutti i vincitori.
L’organizzatrice del festival è anche la presentatrice del festival. E’ una ragazza poliglotta e molto spigliata che a questo punto credo non conoscero più. Prima della premiazione vera e propria c’è la sfilata di ringraziamenti ai/dei politici locali (sindaco, assessori, vice, vice dei vice, addetti a, sponsor, ecc.). Tutti fanno dei complimenti e tutti si compiacciono del festival e di quanto questo valorizzi il territorio ma ho fatto politica per troppi anni per capire subito che:
UNO: qui se il festival funziona è solo per merito degli organizzatori e dei volontari (tutti giovanissimi) ma, soprattutto,
DUE: che gli sposor e le istituzioni dovrebbero/potrebbero fare molto di più se quello che hanno detto corrisponde a verità.
Vengono premiati i corti. Il regista spagnolo di documentari che consegna i premi è il nostro vicino di stanza da Nonna Anna. Pensa te. Poi arrivano le sceneggiature. Premio Rodolfo Sonego.
Prima che me ne renda conto sento il nome di Edda (lo sapevo) e di un altro partecipante (assente) che vincono ex aequo. E’ però quando vedo Edda alzarsi e andare lì sotto lo schermo a ringraziare che mi rendo conto di essere felice per lei e me ne stupisco. Perché non sono totalmente incazzato del fatto che la sceneggiatura di Edda abbia vinto?
1) perché Edda è veramente simpatica (per non parlare del compagno e dell’amica…)
2) perchè Edda è felice come una bambina e io non lo so mica se sarei stato così felice se avessi ricevuto un premio.
3) perché Edda è una perseverante. Basti dire che si è autoprodotta un cortometraggio da una sua sceneggiatura – Fuera – che aveva vinto un precedente festival (cortometraggio che in questi mesi è a sua volta finalista in altri festival…)
4) perchè – anche se incredibilmente fastidioso da accettare – probabilmente Edda ha scritto una sceneggiatura migliore della mia.
Mentre finiscono questa catena di pensieri la presentatrice/organizzatrice mi chiama dicendo che “Figli delle stelle”, la mia sceneggiatura si è aggiudicata una menzione speciale per la storia raccontata (o almeno così mi sembra). Mi alzo e vado lì. Edda mi abbraccia felice della mia presenza “tra i vincitori”:

- Antonello Rinaldi legge la menzione speciale a “Figli delle stelle”
Mi regalano “Mi piace tanto le erbe cotte…“, un libro che raccoglie temi di bambini delle elementari di Miane tra il 1928 e il 1947:

"Mi piace tanto le erbe cotte..." menzione speciale per "Figli delle stelle"
Lo guardo e ringrazio come se avessi ricevuto un oscar. E’ bellissimo. In un certo senso è il mio primo riconoscimento ufficiale per la scrittura cinematografica (gli spot che scrivo in agenzia non valgono).
Finisce la premiazione e inizia la proiezione dei corti che hanno vinto in contemporanea a una session di bonghi a 10 metri dallo schermo (non per essere polemico ma non si poteva aspettare la fine delle proiezioni prima di far scatenare la nazionale bonghisti?) Ne vedo un paio (di corti) e poi vado a fare due chiacchiere con Antonello Rinaldi uno degli sceneggiatori (ex assistente di Sonego) che hanno analizzato/premiato le sceneggiature. A due passi dallo schermo, dal lago e dalle rane, parliamo di sceneggiatura, di storie, della realtà produtttiva italiana, di quello che la gente pensa di questo lavoro e di come sia difficile farlo questo lavoro (accidenti).
“scrivi, qualsiasi cosa, ma scrivi”. Va bene Antonello, è che è un po’ difficile scrivere cose nuove quando quelle vecchie sembrano non arrivare mai da nessuna parte…
“Lo so, ti capisco ma non fa niente, scrivi…”
Si è fatto tardi. il giorno dopo devo ripartire e guidare per 700 km. Andiamo a letto.
NELLA PROSSIMA PUNTATA (L’ULTIMA): WIKI FESTIVAL…
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